La Cgil Molise perde la sua autonomia e si fonde con l’Abruzzo. Spina in segreteria

E’ arrivato a conclusione il lungo iter che ha portato alla nascita della Cgil Abruzzo Molise, con l’accorpamento dei due sindacati regionali. Dopo l’elezione del segretario generale Carmine Ranieri, al termine del congresso di novembre, l’ultimo passaggio è stata l’elezione della segreteria del sindacato, che si è svolta il 17 gennaio a Pescara. La stragrande maggioranza dell’assemblea ha scelto Rita Innocenzi e Franco Spina, che affiancheranno Ranieri nel lavoro della segreteria della Cgil Abruzzo Molise.

Aquilana, 48 anni, da 24 in Cgil, Rita Innocenzi è stata segretario generale della Fillea provinciale dell’Aquila e negli anni del terremoto è stata riferimento nelle politiche della ricostruzione. Successivamente ha avuto un ruolo nella direzione della Fp Cgil Abruzzo e da tre anni era nella segreteria della Cgil Abruzzo, impegnandosi su temi quali politiche industriali, contrattazione, attività produttive e politiche attive del lavoro, trasporti, politiche di genere.

Franco Spina ha iniziato la sua militanza in Cgil nel 1995, curando il settore agricolo per la Flai; nel 1996 è entrato nella segreteria della stessa categoria. Dal 1999 ha fatto parte del dipartimento organizzazione della Cgil Molise con un incarico sui servizi. Ha ricoperto ruolo di coordinatore regionale del Patronato Inca dal 2004 al 2008 occupandosi anche di organizzazione. Dal 2006 al 2014 ha ricoperto il ruolo di segretario generale della Filcams Molise. Nel 2015 è entrato nella segreteria regionale del sindacato molisano con la delega all’organizzazione; ha seguito la programmazione dei fondi europei, la formazione e il progetto di accorpamento dei due sindacati regionali.

Le prime dichiarazioni di Franco Spina da segretario regionale Cgil Abruzzo Molise hanno toccato i temi del sociale e del lavoro, con un richiamo alle politiche regionali “troppa poca attenzione viene riservata al lavoro, una quasi assenza di programmi di sviluppo seri e uno scarso utilizzo dei fondi comunitari, scarsa pianificazione delle opere infrastrutturali, mancanza di attenzione per le aree interne, una riorganizzazione sanitaria deficitaria a scapito dei cittadini, le nostre realtà sono in sofferenza e la classe dirigente deve prenderne atto e attivare politiche mirate, ma per fare questo, occorre cambiare passo specialmente in Molise”.

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