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Aumentano i morti sul lavoro in Molise. Precariato e contratti-lampo sotto accusa

Da gennaio a novembre 2018 12 le vittime del lavoro nella nostra regione, più dello scorso anno e di due anni fa. I dati sono dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro sulla base delle denunce presentate all'Inail. Tra i principali fattori di rischio proprio la mancanza di sicurezza, in agricoltura come nell'edilizia, e il lavoro nero.

12 persone morte mentre lavoravano. Il periodo di riferimento è gennaio-novembre 2018. 11 mesi che registrano un aumento delle vittime rispetto agli anni precedenti in Molise.

Sale il numero delle morti bianche. L’osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega presenta l’ultima analisi degli esperti sulla base dei più recenti dati Inail. E mostra un’emergenza diffusa da nord a sud, che rivela i contorni più tragici in Lombardia, dove le vittime sono 150 in un territorio che conta 10 milioni di persone.

Ma i numeri sono sconfortanti dovunque e in modo particolare in Molise, regione da 300mila abitanti, dove nell’ultimo anno preso in considerazione (con l’eccezione del mese di dicembre) 12 sono le vittime accertate durante il lavoro. Nel 2017 erano state 11, nel 2016 erano state 9, nel 2015 invece 14.

Il dato nel 2018 non solo non scende, ma torna a salire, mostrando un fenomeno preoccupante che mette in evidenza la carenza di sicurezza. D’altra parte osservando il numero degli infortuni si scopre che la media di mortalità in Italia è un vero e proprio incubo: 96 vittime al mese, 22 alla settimana, circa 3 o 4 persone ogni giorno.

Aumentate complessivamente anche le donne vittime di infortunio mortale, passate dal 90 nel 2017 a 97 nel 2018. Un bilancio drammatico che coinvolge i diversi settori della vita professionale, in modo particolare l’edilizia e l’agricoltura. E se complessivamente in Italia sembra scendere il numero degli infortuni sul lavoro, aumentano paradossalmente le vittime secondo la fotografia scattata dall’Inail sulla base delle denunce presentate all’Istituto.

Un incremento che riguarda in modo particolare l’agricoltura, con un aumento generale di decessi sul lavoro del + 5,2%, seguita da Industria e servizi + 1,0 %. In Molise, si deduce dai dati, uno dei mezzi di lavoro più pericoloso che esista è il trattore e ci sono ancora troppi casi di mezzi vecchi, veicoli malmessi,  agricoltori che guidano in assenza di patentino  e su trattori non adeguatamente equipaggiati da cinture e tali di sicurezza.

Nella nostra regione il 2018 è stato segnato drammaticamente dal problema dei trattori killer, costati la vita tra gli altri a un 33enne di Ururi, morto schiacciato tra un ramo di ulivo e il trattore che stava guidando, a un agricoltore 65enne di Sant’Elia a Pianisi oppure al 71enne di Palata che nella scorsa primavera è deceduto cadendo dal trattore che guidava al quale era agganciato un carico di legna.

Un incidente fatale anche quello avvenuto a Civitanova del Sannio, dove un 80enne è stato sbalzato dal suo trattore mentre arava: per lui non c’era stato niente da fare.

Tanti, troppi, quelli che hanno perso la vita nelle campagne.  Ma non solo: in Molise una morte bianca che ha fatto particolarmente rumore e della quale si è parlato molto è stata quella di Carlo Concettini, operaio comunale di 56 anni che ha perso la vita a Gambatesa mentre riparava la rottura alla rete idrica per conto del Comune. L’inchiesta è ancora in corso.

Intanto proprio oggi si è svolta l’autopsia sulla salma del camionista polacco trovato morto nel suo tir vicino la Fiat nella zona industriale di Termoli. Un altro esempio di morte bianca avvenuto proprio all’inizio del nuovo anno.

Aumento del lavoro precario e assunzioni per brevissimi periodi tramite le società di somministrazione, le cosiddette agenzie di lavoro le principali cause della sicurezza sacrificata. L’Inail aveva già lanciato l’allarme nel 2012, quando erano aumentati esponenzialmente gli incidenti di lavori retribuiti con i ticket e i vaucher, attivati spesso proprio per coprire l’infortunio e camuffare il lavoro in nero.