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Arte contemporanea. A.A.A., cercasi candidati per gestire col Comune il tesoro della città foto

Il bando della manifestazione di interesse da parte dei possibili candidati a dare vita a una Fondazione scade domani 15 gennaio. Il Comune vuole costruire un soggetto per valorizzare la splendida collezione di opere d'arte contemporanea accumulata in 60 anni di Premio a Termoli.

C’è attesa per conoscere il nome dei candidati alla Fondazione Macte, il museo di arte contemporanea di Termoli, che possono proporsi per la gestione del patrimonio artistico cittadino, in gran parte frutto delle donazioni di 6 decenni di Premio di Arte contemporanea, entro il 15 gennaio 2019.

Tra meno di 48 ore quindi si dovrebbe sapere chi, ammesso che ci siano domande, ha manifestato interesse a costituire la Fondazione sulla quale una parte dell’opposizione consiliare ha polemizzato e si è appellata alla Sovrintendenza nella speranza di annullare la volontà del sindaco Sbrocca e della sua maggioranza, che intendono invece affidare a un soggetto pubblico-privato, con finalità di divulgazione della cultura, quello che è il tesoro (prevalentemente fatto di quadri) di cui dispone Termoli, e che finora non è mai stato degnamente ammirato visto che mancava addirittura di una appropriata catalogazione e che, fino ai lavori di sistemazione e ampliamento del museo Macte di via Giappone, non esisteva nemmeno uno spazio espositivo dove poter sistemare le opere.

Se a quest’ultimo problema è stato posto, almeno parzialmente, rimedio con l’intervento che ha trasformato il ferro di cavallo attorno alla struttura principale in una serie di sale-museo, resta il problema della gestione della collezione di arte contemporanea.

L’Amministrazione vorrebbe affidarla a una Fondazione in possesso di caratteristiche di stretta garanzia, non ultimo un patrimonio non inferiore ai 300mila euro, per favorire la conoscenza delle opere stesse in territorio nazionale e internazionale, promuovere quella che in gergo si chiama “cooperazione culturale” con istituzioni coinvolgendo anche soggetti pubblici e privati, chiaramente anche all’estero, promuovere iniziative per la divulgazione dei risultati degli studi di ogni forma di arte contemporanea in genere e organizzare mostre, personali, collettive, dibattiti e incontri attorno alla preziosa raccolta di opere pittoriche di arte contemporanea che sono state accumulate grazie alle donazioni di artisti, alcuni di grande livello e oggi molto quotati, che hanno partecipato nel corso degli anni al Premio Termoli, nato per volontà dell’ex sindaco La Penna 62 anni fa e affidato a lungo ad Achille Pace, che ha trasformato grazie ai suoi contatti e alla sua partecipazione attiva nel mondo delle avanguardie artistiche una piccola rassegna d’arte cittadina in una delle più apprezzate mostre italiane, per un certo periodo di tempo addirittura terza rispetto alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma.

 

Un patrimonio, il risultato di sei decenni di arte in città prima nella Galleria civica e con l’amministrazione di Angelo Sbrocca nel nuovo museo che annovera opere di Accardi, Novelli, Dorazio e molti altri.

La particolarità è che gran parte delle opere di cui dispone la cittadina – e che ora si vorrebbe affidare a una Fondazione proprio per garantirne la valorizzazione e l’esportazione  – sono inedite, nel senso che non sono mai state ammirate pubblicamente all’interno di personali e collettive e non sono finite in nessun catalogo. La maggior parte degli artisti infatti le ha realizzate appositamente per la cittadina molisana e di conseguenza potrebbero costituire un profilo artistico di particolare interesse.

 

Da qui la necessità di rivolgersi a esperti per facilitare la conoscenza di questo patrimonio, che vale molto ma solo potenzialmente, e l’apertura ai candidati, soggetti pubblici o privati, che insieme con il Comune di Termoli possano dar vita a una Fondazione. C’è attesa, appunto, per conoscere quanti e chi eventualmente sono interessati a un passaggio del genere.

 

Restano intanto i dubbi forti della minoranza che attraverso il consigliere Annibale Ciarniello si è rivolto anche alla Soprintendenza archeologica e di Belle Arti del Molise per esprimere diffidenze circa la decisione di dare vita a una Fondazione, passata ai voti in uno degli ultimi Consigli Comunali cittadini. La sovrintendenza da parte sua ha chiesto al Comune un inventario sulla totalità dei singoli pezzi e una relazione tecnica in cui siano spiegate le modalità precise con le quali si intende provvedere a una corretta custodia dei beni.