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1,3 milioni per un piano sul turismo che sarà pronto nel 2021: il ‘regalo’ agli “amici” di Sviluppo Italia

Lauta ricompensa alla società in house guidata da Claudio Pian, uno dei fedelissimi dell'assessore al turismo Vincenzo Cotugno e dell'europarlamentare Aldo Patriciello, uno degli alleati più importanti della coalizione che sostiene il presidente Donato Toma. Sviluppo Italia Molise avrà due anni e mezzo di tempo per elaborare il documento. Il Movimento 5 Stelle alza la voce: “Lavoro pagato a peso d’oro ad una società che non ha specifiche competenze e potrà assumere sei figure a 175mila euro per 30mesi”.

È scontro pressoché totale tra il Movimento 5 Stelle e il governo regionale. Oggetto del contendere, questa volta, la delibera di giunta (e, più precisamente, la 606 del 31.12.2018) con cui è stato approvato il progetto esecutivo del ‘Piano Strategico regionale per lo Sviluppo del Turismo’ “elaborato da Sviluppo Italia Molise S.p.A. Un lavoro, realizzabile in 30 mesi, che costerà all’erario precisamente 1.304.815,01 euro”.

Una somma ritenuta eccessiva dai portavoce del Movimento 5 Stelle, che sono tornati a far sentire la propria voce: “Mentre i molisani si preparavano al cenone di fine anno, l’assessore regionale al Turismo Vincenzo Cotugno, con la complicità del governatore Donato Toma, ci ha regalato un’altra perla, o meglio l’ha regalata a qualche amico fidato. In pratica – si legge nella nota dei pentastellati – la sola redazione del Piano per il Turismo costerà ai molisani oltre 1 milione e 300mila euro. Soldi che potrebbero servire al rilancio immediato del comparto e che invece ci faranno perdere altro tempo”.

Un affare che per Andrea Greco e soci non comporterebbe vantaggio alcuno per il futuro del comparto turistico nostrano: “Nel verbale di valutazione si legge che l’offerta economica relativa al progetto del piano è ‘economicamente congrua’ e concorre ‘alla realizzazione degli obiettivi regionali di perseguimento degli interessi pubblici nel rispetto del contenimento della spesa’. Il verbale, poi – continuano i portavoce del Movimento – specifica che l’affidamento diretto in house a Sviluppo Italia è vantaggioso e conveniente per l’amministrazione regionale”.

Per il MoVimento 5 Stelle non è così: “Quindi ci chiediamo: e se per redigere un Piano strategico si impegnano 1.300.000 euro, per attuarlo quanto servirà?”.

Movimento 5 Stelle Consiglio regionale

A non convincere particolarmente anche la “compatibilità” tra la mission della società in house della Regione e la natura del progetto in questione: “Per autodefinizione – sostengono i grillini – la società concentra la propria mission ‘sulla realizzazione di azioni coordinate per promuovere lo sviluppo sostenibile e la qualificazione ambientale del territorio’. Insomma sembra essere specializzata in ambiti diversi da quello prettamente turistico”.

Indici puntati, inoltre, contro la temporalità prevista per la realizzazione del progetto, che potrebbe rivelarsi controproducente proprio a livello strategico: Sviluppo Italia, società in house della Regione Molise e guidata da Claudio Pian, fedelissimo dell’assessore Vincenzo Cotugno e dell’europarlamentare Aldo Patriciello, uno dei più potenti alleati di Toma, “per realizzare il piano potrà assumere almeno ‘sei figure’ che in qualche caso potrebbero arrivare a percepire 175.000 euro in 30 mesi, il tempo previsto per realizzare il piano”. Oltre ai sospetti sul possibile clientelismo che l’operazione potrebbe comportare, “questo vorrà dire – continuano i referenti M5S – che fino all’estate del 2021 il Molise non conoscerà cosa la Regione vuol fare con il turismo, uno dei suoi settori strategici. Il tutto smentendo clamorosamente l’assessore Cotugno il quale, durante gli Stati Generali del Turismo andati in scena a Termoli il mese scorso, aveva annunciato che il piano avrebbe trovato piena attuazione entro la fine del 2019”.

Per vederci chiaro e andare a fondo nella vicenda, i grillini hanno già preparato le “contromosse”, predisponendo “un accesso agli atti per leggere questo verbale” e per portare così la questione in Consiglio regionale: “Vogliamo capire – concludono gli esponenti M5S – se è giusto dare oltre 1 milione e 300mila euro a una società in house non specializzata, per redarre un piano che può farci perdere altri due anni e mezzo in uno dei settori strategici per il Molise, a livello economico e occupazionale”.