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4,2 milioni all’anno per pagare i vitalizi di 90 ex consiglieri. M5S rilancia i tagli: “Risparmiamo 3 mln”

La proposta di legge prevede un cambiamento nel sistema di calcolo dell’assegno: non più retributivo, ma contributivo. In pratica “come avviene per tutti i dipendenti pubblici". Secondo Greco e soci, "si passerebbe da una spesa di 4,2 milioni di euro all’anno a circa un milione di euro con un risparmio di oltre 3 milioni all’anno”.

Quattro milioni e 200mila euro. E’ la cifra che i molisani pagano ogni anno per consentire a una novantina di ex consiglieri regionali di percepire una pensione dorata. O meglio il famoso vitalizio istituto con una legge di 30 anni fa, la numero 10 del 13 aprile 1988, superata dalla Finanziaria 2013, quando la Regione ha dovuto recepire i dettami imposti dal governo Monti sulla riduzione della spesa pubblica. Si va da un minimo di 2150 euro ad un massimo di 5495 euro in base agli anni trascorsi all’interno dell’assemblea di via IV Novembre.

Alla ‘compagnia’ si sono aggregati di recente sette ex inquilini di palazzo D’Aimmo: Domenico Porfido e Mauro Natalini (2.150 euro), Italo di Sabato (3.072 euro), l’ex assessore della giunta Frattura Pierpaolo Nagni (2.267 euro), Riccardo Tamburro (2.393 euro), Giovanni D’Uva (2700 euro) e una delle signore della politica molisana, colei che per anni è stata impegnata nei palazzi che contano, Angela Fusco Perrella (5.495 euro). Somme che percepiranno mensilmente a spese dei poveri contribuenti molisani. A loro si aggiungono le tre vedove per prenderanno il 50% della somma che spettava al marito.

“Chi pensa che questo privilegio medioevale sia stato cancellato, si sbaglia: i vitalizi sono vivi e vegeti”, puntualizza Andrea Greco, il capogruppo del Movimento 5 Stelle che in Consiglio regionale convoca la stampa assieme ai colleghi Fabio De Chirico, Angelo Primiani e Valerio Fontana.

Certo, la norma non vale per i futuri consiglieri ma solo chi è stato eletto “prima del 2012 avrà accesso a questo tipo di trattamento economico privilegiato, quando raggiungeranno il 60esimo anno di età o addirittura anche prima. La legge – incalza Andrea Greco – esplica i suoi effetti per il passato e continuerà a farlo per anni. E i cittadini molisani si dovranno sobbarcare un costo di 4,2 milioni di euro all’anno, ma è destinato a salire”.

Il capogruppo di M5S evidenza un dato spaventoso: “Il Molise è in proporzione la Regione d’Italia che paga maggiormente per i vitalizi”. I grillini molisani insomma ci riprovano. 

Così come a Roma, dove è ripartita la crociata contro questo privilegio: ma in questo caso M5S è uno dei due azionisti del Governo, in Molise è in minoranza. Ad ogni modo,  l’articolo 75 inserito nella Finanziaria (che deve essere ancora approvata) sancisce che le Regioni restie a tagliare i vitalizi subiranno una riduzione dell’80% dei trasferimenti statali (esclusi sanità e trasporto pubblico). E da quando la norma entrerà in vigore, le Regioni avranno 4 mesi di tempo per allinearsi.

I vitalizi – ammette Greco – non si possono cancellare, ma ridurre”. La loro proposta di legge, che presenta anche gli accorgimenti per evitare di essere impugnata, prevede un cambiamento nel sistema di calcolo dell’assegno: non più retributivo, ma contributivo. In pratica “come avviene per tutti i dipendenti pubblici, tanto versi, tanto guadagni”.

In questo modo “in base ai nostri calcoli, si passerebbe da una spesa di 4,2 milioni di euro all’anno a circa un milione di euro con un risparmio di oltre 3 milioni all’anno”.

I grillini di palazzo D’Aimmo marcano la distanza con la proposta di legge dei colleghi del Partito democratico Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla: “La loro prevede un taglio minimo e un contributo di solidarietà una tantum – i calcoli di Angelo Primiani – tanto è vero che con la loro proposta di legge si risparmieranno solo 500mila euro”.

Altra novità del testo ‘targato’ M5S è la rinuncia al vitalizio.

Il disegno di legge, depositato in via IV Novembre, deve passare alla prova dell’Aula dove occorrono i voti per l’approvazione. Quindi dopo aver lanciato l’appello alla società civile affinchè “possa sostenere la nostra proposta”, i 5 Stelle osservano: “Ogni consigliere si prenderà le sue responsabilità” sulla proposta taglia-vitalizi.

Per noi, ribadisce Greco, “è ora di dire basta ad un privilegio per noi inaccettabile”.