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Una commissione per studiare e combattere la criminalità organizzata: Consiglio approva all’unanimità

Nasce con i voti sia della maggioranza che delle opposizioni una commissione speciale in Molise per studiare e contrastare le infiltrazioni criminali. Approvata in assemblea la proposta del 5 Stelle.

Proprio nel giorno in cui una nuova operazione antidroga ha inferto un duro colpo a una organizzazione malavitosa, questa volta di stampo albanese, dedita al traffico di stupefacenti, il Consiglio regionale del Molise decide di dotarsi di una Commissione regionale speciale di studio contro la criminalità organizzata. È stata infatti approvata all’unanimità oggi la proposta di legge del MoVimento 5 stelle, già portata in aula nel 2016, quando Patrizia Manzo e Antonio Federico avevano proposto di istituire – tramite delibera di consiglio da mettere ai voti –  una commissione antimafia.

In quel frangente l’idea era piaciuta sia alla Giunta che alla  maggioranza di governo – all’epoca c’era Paolo Frattura – che avevano preso l’impegno di presentare un’apposita proposta di legge. Non se ne era fatto più niente, ma l’attenzione dei pentastellati – ricordano loro – “è rimasta alta sul tema”,  anche perché negli ultimi mesi la cronaca ha spesso ricordato a tutti i molisani l’esistenza di infiltrazioni criminali proprio in questo territorio, fino a non molto tempo fa considerato immune dai rischi della malavita organizzata ma oggi divenuto terreno sul quale investire da parte di feroci e senza scrupoli organizzazioni come la Società Foggiana, un cui esponente è stato arrestato pochi giorni fa a Campomarino.

Anche Gratteri ha ricordato, solo l’altro giorno, la vulnerabilità di questo territorio rispetto a rischio di infiltrazioni, se non altro per ragioni di vicinanza geografica a territori dove i fenomeni legati al traffico di stupefacenti, prostituzione, racket e usura hanno seriamente contaminato il tessuto sociale.

La commissione speciale che oggi il Consiglio regionale del Molise ha approvato alla unanimità avrà carattere temporaneo ed è stata strutturata per non durare più di 2 anni. Questo spiegano i pentastellati “per tenerla il più possibile slegata dalla politica, come suggerito anche dalla commissione parlamentare d’inchiesta”.

Suoi compiti saranno fare studi sui fenomeni mafiosi e malavitosi collegati alla criminalità, approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso e adottare tutte le iniziative che possano rafforzare la cultura della legalità. Saranno anche analizzate le azioni della criminalità organizzata e in particolar modo quelle connesse alla gestione dei rifiuti, alle cosiddette ecomafie e agromafie e alle attività di usura, riciclaggio, corruzione in appalti pubblici e privati e voto di scambio.

I commissari saranno nominati prossimamente e avranno anche il ruolo di collaborare con la commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e su altre associazioni criminali, sia italiane che straniere. Si dovranno raccordare con le figure istituzionali all’interno della pubblica amministrazione e con i responsabili per l’adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione e il favore della trasparenza.