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Un prezioso tesoro torna a nuova vita: aperti al pubblico i sotterranei del Palazzo Vescovile fotogallery

Numerosi lavori, susseguitisi dal 1994 ad oggi, per far tornare a nuova vita i sotterranei di Palazzo Vescovile e renderli fruibili ai visitatori. In occasione della festività di San Basso del 5 dicembre, il Vescovo De Luca ha inaugurato l'area cimiteriale ed i reperti della Basilica.

Termoli riscopre uno dei tesori più preziosi della sua storia architettonica ed artistica: ieri sera, martedì 4 dicembre, il Vescovo Gianfranco De Luca ha ‘tagliato il nastro’, simbolicamente, dell’area Ipogeo dell’Episcopio di Termoli. A più di vent’anni dal primo intervento, datato 1994, i sotterranei del Palazzo vescovile sono nuovamente fruibili grazie ai lavori di restauro, consolidamento ed adeguamento proseguiti fino ad oggi: “Il vano ipogeo era stato già realizzato nel 95 – ha commentato l’architetto Nicola Di Pietrantonio – L’unico problema era la realizzazione delle entrate e delle uscite adatte a smaltire il flusso di visitatori. I lavori, appaltati nel 2016, si sono conclusi a giugno di quest’anno”.

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Interventi dettagliati all’insegna della qualità, dell’attenzione e della sicurezza, considerata l’importanza e la delicatezza delle opere presenti. Nelle stanze è possibile ammirare reperti della Basilica Cattedrale – capitelli, cornici e resti ancora da identificare – e l’area cimiteriale scoperta proprio durante gli scavi archeologici condotti nel 1994. I lavori sono stati finanziati con i fondi dell’otto per mille destinati alla chiesa cattolica e dalla Regione Molise.

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Si tratta di un pezzo di storia che torna alla luce e che consentirà di raccogliere ulteriori informazioni sulle radici non solo di Termoli, ma di tutto il Molise, favorendo “un percorso che possa aiutare a comprendere meglio i segreti della Cattedrale – ha concluso l’architetto – Arricchendo il nostro patrimonio culturale”.

Una zona della Cattedrale inesplorata, sconosciuta ai più, inaugurata a ridosso della festa liturgica del Santo Patrono San Basso, protettore di Termoli e della Diocesi, che ricorre oggi 5 dicembre: “Un’occasione per dare onore e rilievo alla devozione della città – ha dichiarato il vescovo – Un luogo espositivo del lapidario che prima non era visitabile e che permetterà un afflusso di turisti e curiosi che vorranno conoscere la storia di Termoli”.

Un modo per accorciare le distanze ed i tempi: attraverso le opere esposte si potrà fare un vero e proprio tuffo nel passato, risalendo la storia e gli albori della cittadina adriatica. Spazi che, da oggi, torneranno fruibili al pubblico, previo appuntamento: “Nel tempo sarà l’associazione giovanile Pietrangolare ad occuparsi della promozione ed a custodire i reperti”, ha concluso il vescovo.

Un’inaugurazione festeggiata all’interno del Palazzo Vescovile, da cui è possibile accedere direttamente ai sotterranei tramite scala, alla presenza delle autorità, dal primo cittadino Angelo Sbrocca al delegato alla cultura Michele Macchiagodena fino all’assessore all’urbanistica Pino Gallo e di chi ha condotto e portato avanti gli interventi di risistemazione dei locali, assieme ai numerosi fedeli e curiosi accorsi per l’occasione. La serata si è conclusa con il Concerto per la città in Cattedrale a cura dell’Istituto diocesano di Musica Sacra che ha accompagnato anche i momenti dell’apertura dell’Ipogeo.