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Un albero di Natale pieno di rifiuti pescati in mare, messaggio anti inquinamento delle Tremiti foto

All'isola di San Domino decorazioni fatte di plastica, cartacce e polistirolo. Grande risonanza sui social e anche l'attore Rocco Papaleo condivide

Un albero di Natale fatto con palline cariche di rifiuti. È il messaggio che il Comune delle Isole Tremiti ha voluto mandare al mondo interno. Basta plastica, basta rifiuti in mare, o lo splendido paesaggio delle Diomedee verrà rovinato per sempre. L’iniziativa realizzata all’isola di San Domino e fortemente voluta dai residenti, sta avendo grande risonanza in tutta Italia, tramite giornali e social network, grazie anche alla condivisione di Rocco Papaleo, attore fortemente legato alle Tremiti.

L’albero ecologico si trova nella piazza centrale di San Domino ed è alto sei metri. È dedicato a Ian Kiernan, fondatore dell’evento “Clean Up, puliamo il mondo“, scomparso nell’ottobre di quest’anno.

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“Da trent’anni l’organizzazione Clean Up è impegnata nella prevenzione della spazzatura che inquina l’ambiente e sulla rimozione di ciò che è già stato accumulato – si legge sulla pagina Facebook del Comune isolano -. Gli abitanti delle isole Tremiti hanno così deciso di dare il loro contributo alla protezione del mare, costruendo un albero decorato con grandi sfere di plastica riempite con i rifiuti che i pescatori hanno raccolto in mare. Alla fine delle festività, i rifiuti raccolti saranno riciclati”.

Ciò che contengono le palle di natale è impressionante: bottiglie, cartacce, pezzi di polistirolo. Tutto quello che l’uomo getta in mare, senza pensare alle conseguenze. Un mare che soffre dell’inquinamento provocato dall’inciviltà e l’incuria. Da qui la volontà di mandare un messaggio forte anti inquinamento.

Un gesto che segue la decisione del Comune guidato da Antonio Fentini, che a maggio scorso aveva emanato un’ordinanza che vieta l’utilizzo di posate e piatti non biodegradabili. Un’ordinanza che tuttavia si scontra con l’oggettiva difficoltà di effettuare controlli a tappeto su spiagge, insenature, cale, gommoni, barche e tutti i posti frequentati dai turisti, che talvolta non sono persino a conoscenza del divieto.

Ma la strada è segnata, difendere le Tremiti e l’ecosistema dall’inquinamento che ne mette a rischio il futuro.