Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Troppe pene accumulate, Manolo Lupicino torna in carcere. Dovrà restarci fino al 2030

Il fruttivendolo 42enne di Campobasso deve finire di scontare una condanna di quasi 24 anni di reclusione per diversi reati, tra cui estorsione e riciclaggio. Tre mesi fa aveva partecipato all'avviso di gara del Comune per la gestione del "Parco della memoria" di via XXIV Maggio e aveva vinto. L'altolà della squadra mobile ha poi costretto il Comune a rivedere la legittimità dei criteri di assegnazione

Quei reati di cui si è macchiato quando era più giovane ora dovrà scontarli tutti.

Per la giustizia italiana è colpevole di estorsione, riciclaggio in concorso, danneggiamento, molestia e disturbo delle persone, minaccia, violazione di domicilio e per questo, Manolo Lupicino, 42 anni, di Campobasso  (che recentemente aveva pure dimostrato di aver fatto scelte diverse rispetto agli sbagli del passato) è stato tradotto di nuovo in carcere per scontare un residuo di pena che lo costringerà nella casa di reclusione di via Cavour fino al 2030.

Ad eseguire la notifica gli agenti della Squadra Mobile. A motivare l’arresto un’ordinanza del tribunale che a Manolo Lupicino ha imposto di dover scontare il residuo di 23 anni, 9 mesi e 22 giorni di reclusione cui era stato condannato. Oltre le pene accessorie che sono l‘interdizione dai pubblici uffici e l’interdizione legale durante l’espiazione della pena.

Di Manolo Lupicino, fruttivendolo con un chiosco in via XXIV Maggio,  si è parlato recentemente anche per altre vicende in città. Era stato l’unico a rispondere all’avviso pubblico istituito dall’amministrazione comunale per gestire il “Parco della Memoria” di via XXIV Maggio, dopo che – il 13 luglio scorso – il vecchio amministratore dell’area verde aveva deciso di chiudere in anticipo rispetto al contratto riconsegnando le chiavi.

Ed è proprio al 42enne che l’Amministrazione stava affidando la responsabilità del parco, quando  la squadra mobile, consapevole dei trascorsi giudiziari che lo riguardavano, su quella  notizia scelse di vederci chiaro.

E dagli uffici della questura di via Tiberio partì la richiesta di accesso agli atti – destinata agli uffici di palazzo San Giorgio – per verificare, appunto, la legittimità di quell’aggiudicazione.

Controlli incrociati e verifiche che, poco dopo, indussero la polizia a sollecitare il Municipio affinché rivedesse il conferimento di quell’incarico.

Un altolà chiaro e perentorio, rispetto al quale, infatti, poco dopo Palazzo San Giorgio rispose che  i requisiti richiesti dalla normativa non erano in regola con quelli del potenziale assegnatario. E dunque a quel punto Lupicino non ottenne più la gestione dell’area.

Ora l’ordinanza del Tribunale: il 42enne torna in carcere. Le violazioni che ha commesso, i reati di cui si è macchiato, li deve scontare. E restano ancora 12 anni.