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Sequestrati gli ex Cantieri navali in porto: erano diventati una discarica abusiva. Tre persone denunciate foto

Sotto sequestro area demaniale di 2500 mq piena di fusti di olio esausto, pneumatici, materiali ferrosi e rifiuti sanitari, oltre a tre vecchie barche. In azione la Stazione Navale della Guardia di Finanza. Nei guai l'amministratore unico della concessione e due soci

Una parte degli ex cantieri navali del porto di Termoli finiscono sotto sequestro. Si tratta di 2500 mq nell’area che era adibita a cantiere navale e che invece era stata trasformata in una discarica abusiva di fusti di olio esausto, pneumatici, rifiuti sanitari, rottami ferrosi ed elettrici e tre barche semidistrutte. Denunciate dalla Stazione Navale di Termoli della Guardia di Finanza tre persone: l’amministratore unico e rappresentante legale del concessionario di quell’area demaniale e altri due soci.

L’operazione dei militari della Stazione navale termolese delle Fiamme Gialle rientra nell’ambito della intensificazione dei servizi di polizia ambientale e demaniale disposti dal Roan, il Reparto operativo aeronavale della Finanza.

Roan discarica porto

L’intervento dei finanzieri è avvenuto ieri, martedì 18 dicembre, sul molo di Sud-Est del porto di Termoli. Lì un’area demaniale marittima, fino a pochi anni fa quella dei Cantieri navali, era diventata una discarica abusiva.

Roan discarica porto

Quella finita sotto sequestro è una zona di facile accesso a chiunque e proprio per questo rappresenta un potenziale pericolo, secondo quanto riferito dalle Fiamme Gialle, vista l’assenza di una adeguata recinzione e della necessaria manutenzione al sistema di ‘alaggio’, cioè l’operazione di tenere una imbarcazione a secco su un apposito piano inclinato. Le tre barche semidistrutte si trovano infatti su una zona portuale intensamente frequentata da turisti e pescatori.

L’area era diventata un ricettacolo di sporcizia, animali ed insetti, e si trova a pochi metri da bar e ristoranti e nelle vicinanze della banchina alla quale ormeggiano le motonavi che assicurano il collegamento con le Isole Tremiti.
L’intervento della Finanza ha riguardato anche una serie di manufatti fatiscenti, fra cui un capannone della grandezza di 200 mq.

Il legale rappresentante e amministratore unico della società concessionaria dell’area demaniale e due dei soci dovranno rispondere, in concorso tra loro, dei reati di danneggiamento e deturpamento ambientale nonché di gestione non autorizzata di rifiuti speciali.
L’operazione si è svolta con la collaborazione dell’Arpa Molise che ha provveduto al monitoraggio dei rifiuti speciali rinvenuti e a personale tecnico del settore Demanio della Regione Molise.