Sanità, Toma prepara il ‘benvenuto’ al nuovo commissario: due ricorsi alla Corte costituzionale

Il presidente prepara le contromosse alla nomina di Angelo Giustini: sarà impugnato sia il provvedimento di nomina del commissario sia il decreto (che deve essere ancora approvato) che ha stabilito l'incompatibilità tra i governatori e i commissari ad acta.

Dice di “non averlo ancora sentito, nemmeno al telefono, nè lo conosco. Lo sto aspettando”. Tre giorni dopo la nomina del nuovo commissario alla sanità il presidente Donato Toma ha ben chiaro quello che farà: si rivolgerà alla Corte Costituzionale per impugnare sia il provvedimento con cui il Governo ha designato Angelo Giustini sia il decreto (che deve essere ancora approvato) che ha stabilito l’incompatibilità tra i governatori e i commissari ad acta. Una controffensiva che il Molise realizzerà assieme a Campania e Calabria che stanno vivendo la medesima situazione. 

Sono le dichiarazioni che il capo della giunta regionale fa alla stampa a margine della conferenza convocata per fare il punto sugli screening diabetologici a cui si stanno sottoponendo i molisani. Toma ha già dato mandato ai legali per studiare la doppia impugnativa su una nomina molto discussa, a cominciare dai tempi: per otto mesi è mancata la figura che deciderà sulla riorganizzazione sanitaria e sul piano di rientro dal debito.

Mi auguro che con il commissario ci sarà collaborazione – sottolinea ancora – e spero che non ci sia un ‘distacco’ di sanità”. In che senso? “Il bilancio della sanità – spiega – è completamente avulso da quello regionale, se non per il trasferimento dei fondi che competono alla Regione. Dopo di che il commissario ha poteri ampi e potrebbe annullare provvedimenti legislativi regionali qualora vadano in contrasto con il piano di rientro“.

Una volta che il commissario arriverà in Molise, quale sarà la richiesta di Toma? “Gli chiederò di tenere in debito conto delle esigenze del territorio. E io so che lo dovrà fare compatibilmente con il piano di rientro dal disavanzo sanitario”.

C’è poi un retroscena politico che il primo inquilino di palazzo Vitale rivela. Lui era a Roma venerdì 7 dicembre, quando il Consiglio dei Ministri ha scelto il generale della Guardia di Finanza. Nome voluto dalla Lega che prima del vertice a palazzo Chigi pare abbia chiesto allo stesso Toma di dare una indicazione. “No, grazie. È una scelta che spetta a voi”, sarebbe stata la sua risposta dopo l’estromissione dall’incarico così come prevede il decreto fiscale che mette fine al doppio incarico di presidente e commissario alla sanità.

Non mi sento tradito dalla Lega“, precisa poi il capo della giunta regionale. “La Lega ha un contratto, lo hanno rispettato e ci ha anche accompagnati. Loro avrebbero voluto condividere con me il nome del commissario, io non l’ho condivisa per una questione di principio. Ma io non penso che si possa governare attraverso dei contratti, il governo di un Paese è un rapporto prima di tutto etico”.

Non si sa ancora quando il dottore Angelo Giustini arriverà in Molise. Sulla sua scrivania però Toma gli farà recapitare un dossier che ha presentato al Consiglio dei Ministri e che ha allegata alla delibera di nomina. “Abbiamo avviato un trend positivo: stiamo andando verso livelli apprezzabili. Io tempo fa – conclude – avevo fatto una previsione: secondo le mie stime, si può uscire dal disavanzo da qui ad un anno e mezzo, massimo due. Poi vedremo come opereranno i commissari“.