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Rapina in casa: entrano col passamontagna e picchiano mamma e figlio disabile

Anna e il figlio stavano facendo l'albero di Natale quando hanno suonato alla porta. Erano due, volto coperto: volevano l'oro ma si sono "accontentati" dei soldi, circa 1200 euro, che la donna aveva in borsa. Lei è stata aggredita con schiaffi e pugni, il figlio per difenderla si è avventato sui due malviventi ed è stato picchiato in volto e al mento. La denuncia raccolta dai carabinieri della stazione di Campomarino.

Contrada Ramitelli,  Campomarino. Una villetta in campagna. Madre e figlio stanno facendo l’albero di Natale quando, alle 8 e 25 minuti, suonano alla porta. Non era il tecnico della televisione che la donna aspettava perché l’apparecchio era guasto, ma due rapinatori. Violenti e spregiudicati, non si sono fermati nemmeno davanti alla evidente disabilità del ragazzo.

E’ accaduto ieri sera, 3 dicembre. Ed è una storia che lascia sconcertati. Anna ha aperto la porta e si è vista piombare un manrovescio in pieno volto, poi un pugno alle spalle l’ha stesa a terra. “Dacci l’oro” hanno urlato i due, volto completamente nascosto da un passamontagna. “Vi prego, non toccate mio figlio, è malato” ha risposto lei, le lacrime e lo spavento nella voce.

Troppo tardi. Il ragazzo ha visto la mamma a terra, si è scagliato contro i due uomini. Che non hanno esitato a picchiare anche lui. “Lo hanno afferrato alla gola e colpito al volto e al mento” racconta lei, con le stesse parole usate per fare la denuncia ai carabinieri della stazione di Campomarino, che dopo l’episodio si sono precipitati sul posto, prima campagna di Campomarino.

Entrambi, mamma e figlio, malmenati. Nel ragazzo, con problemi di disabilità, ha prevalso  l’istinto di proteggere la madre, la persona più importante della sua esistenza. “Per calmarlo gli hanno dato la morfina, stava malissimo e non ha dormito tutta la notte” dice ancora lei, che è una donna forte e ha reagito con il coraggio di chi ha un bene prezioso al quale pensare. “Volevano l’oro, urlavano. Ma io di oro non ne ho in casa. Gli ho dato i soldi, ho preso il portafogli e gliel’ho dato. Hanno contato le banconote, circa 1200 euro, alla fine si sono accontentati e se ne sono andati”.

I militari confermano la descrizione, messa nera su bianco nella denuncia: due uomini, corporatura esile, magrolini. Forse tossici consapevoli che in quella abitazione vivevano una donna e suo figlio, e che hanno pensato a un colpo “facile” malgrado i rischi.

“Non potevo riconoscerli, avevano la faccia nascosta completamente. Italiani, senza dubbio. L’accento? Pugliese” continua Anna, medicata dal 118 chiamato con il 112 subito dopo.

I due hanno evidentemente approfittato del cancello esterno che era stato lasciato aperto perchè il cognato della donna, che abita vicino, si era recato qualche minuto presso la vicina azienda agricola di famiglia, la famiglia Desiderio. Secondo il racconto uno dei due aveva i capelli lunghi raccolti in una coda che usciva dal cappello. Probabile che abbiano addormentato i cani con qualche spray narcotizzante, perché gli animali non hanno abbaiato mai e questa mattina erano ancora tremanti e malconci.

“Meno male che avevo i soldi, è stata una fortuna – conclude lei – se no ci ammazzavano di botte a tutti e due”.