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Le Rubriche di Primonumero.it - Fantapoesie

Quelli di una volta

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L’educazione di una volta non esiste più, prima c’era la tecnica del “mazz e panella fann e figl bell, panella senza mazz fann e figl pazz”, si respirava aria di principi ed ideali, l’onore era il valore, adesso siamo intossicati da fumo superbo ed arrogante, e più sei in grado di fregare l’altro senza farti scoprire e più sei figo.

I cibi di una volta non esistono più, prima l’odore dei piatti ci avvolgeva di genuinità, di un profumo che Chanel è acqua di colonia, adesso si mangia di fretta, senza dialogare, e sempre attenti a non contrarre qualche virus. Le bandiere nel calcio non esistono più, prima il sudore era direttamente proporzionale all’amore per la maglia, adesso è inversamente proporzionale al colore delle banconote.

Prima c’era solo la radiolina e la schedina del Totocalcio, adesso abbonamento pay tv e scommesse online. Le risate di una volta non esistono più, prima c’era Totò, adesso ogni giorno è buono per fare cabaret. Prima il dialetto era una lingua, adesso scriviamo con le abbreviazioni, prima si giocava a campana, misirillo, un due tre stella, ci si divertiva nel suonare un citofono, adesso è bene stare chiusi in casa, simulando di fare un guerriero o uno sportivo, stando attenti a grafica e velocità. Il lavoro di una volta non esiste più, prima era arte, adesso se non sai fare l’influencer sei out.

Gli adolescenti di una volta si nascondevano, quando sapevano di commettere cose che non erano idonee alla loro età, adesso si fanno cose che non dovrebbero per pubblicare in tempo reale video e foto. L’amore di una volta non esiste più, prima per sentire la fidanzatina si doveva chiamare il telefono fisso, e sperare che a rispondere non fosse il padre, adesso ci si invia tranquillamente messaggi da far invidia alle centraliniste delle hotline!

La scuola di una volta non esiste più, prima un genitore spronava il professore ad essere ancora più severo di quanto già lo fosse con il figlio, per il suo bene, adesso si ha, indipendentemente da quello che si combina, sempre il genitore dalla propria parte. Si potrebbe continuare all’infinito, però con un trascorso così, povero di cose ma ricco nello spirito, il futuro non può farci paura, oltre a ciò siamo sempre sicuri che il detto “si stava meglio quando si stava peggio” fosse riferito al passato?

(Alessio Toto …Tra un motore e un cambio mi sono laureato in Sociologia e, volando con la fantasia, scrivo poesie con lo scopo di arrivare al vostro cuore…)

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