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Direttore dell’ospedale di Maracaibo assassinato in casa per rubare i farmaci: è il quarto molisano ucciso in Venezuela in un anno

Il ginecologo Armando Basile picchiato e soffocato al culmine di una rapina da due malviventi che cercavano preziosi medicinali in un Paese ormai in guerriglia. Dolore fra i parenti di San Martino in Pensilis. L'appello del Comitato Molise Pro-Venezuela per i nostri corregionali

Ancora una storia atroce che arriva dal Venezuela e che vede un molisano vittima della violenza del Paese sudamericano. Il medico Armando Andrea Basile, ginecologo nato e cresciuto in Venezuela ma originario di San Martino in Pensilis, è stato ucciso presumibilmente da due rapinatori nella sua casa di Maracaibo. Si tratta del quarto corregionale assassinato in Venezuela negli ultimi dodici mesi. Basile era originario di San Martino in Pensilis, da dove era partito il padre.

Armando Rafael Bacile Ferrer, questo il suo nome completo, è stato ammazzato dopo essere stato legato e picchiato, al culmine di una rapina nella sua residenza al 3F Avenue 82B Street, nel quartiere Bella Vista della città venezuelana. Sposato e separato, padre di tre figli, abitava in un duplex. Sopra c’era il vicino di casa che avrebbe visto tutto, testimone della rapina finita nel sangue, avvenuta per rubare farmaci costosi e introvabili in Venezuela che Basile riportava a casa per evitare i più che probabili furti in ospedale. Farmaci salvavita, preziosi come l’oro, che hanno mosso la volontà criminale di chi ha compiuto la rapina e l’omicidio.

Il fatto è avvenuto nella notte di sabato 8 dicembre, attorno alle 2,30. I parenti a San Martino sono stati informati subito dopo. Secondo ricostruzioni giornalistiche, la polizia locale sarebbe sulle tracce di tale ‘Antony’, criminale del posto, che avrebbe già rapinato il ginecologo originario di San Martino in Pensilis per cinque volte. Ma è un dato che la famiglia smentisce. Il medico sarebbe stato rapinato solo un’altra volta, dieci giorni prima dell’omicidio, quando i malviventi si sono introdotti in casa da una finestra scassinata che non era stata mai riparata perchè è risultato impossibile trovare una fiamma ossidrica.

Secondo la ricostruzione due persone avrebbero fatto irruzione in casa credendola vuota e avrebbero iniziato a rubare oggetti di valore, ma cercando soprattutto farmaci. Il medico sarebbe stato svegliato dai rumori ed è andato a controllare. Uno dei due, Antony, lo avrebbe colpito e fatto cadere. Successivamente lo avrebbero pestato, legato al letto e soffocato. I vicini hanno sentito dei rumori ma erano convinti che in casa non ci fosse nessuno, tuttavia hanno comunque chiamato i parenti di Armando per accertarsene. Quando sono arrivati lo hanno trovato morto.

Sembra inoltre, da notizie che giungono dal Venezuela, che i due criminali protagonisti dell’omicidio sarebbero indiziati per aver già ucciso i cani del vicino di casa del dottore, pianificando l’agguato che quindi sarebbe premeditato.

Basile era il direttore dell’ospedale di Maracaibo e pare che i banditi siano andati a rapinarlo per rubargli le medicine che lui riportava a casa, perché in Venezuela c’è una situazione di criminalità spaventosa e quindi, essendo farmaci costosi, aveva preso l’abitudine di riportarli nella sua villa. I banditi evidentemente lo sapevano e sono andati ancora una volta a derubarlo, ma stavolta è finita malissimo.

Era molto amato dalla sua comunità e ha spesso organizzato giornate di controllo cardiovascolare per le famiglie meno fortunate. Armando era tornato spesso a San Martino, per salutare familiari e amici, anche se non negli ultimi anni. I parenti a San Martino sono affranti dal dolore e lo ricordano come una persona buona, un pezzo di pane, che curava gratis persone e faceva partorire sempre gratuitamente le donne povere. L’autopsia e i funerali si sono già svolti. È stato seppellito nel cimitero americano di Maracaibo.

Enorme dispiacere e dolore nella famiglia Basile a San Martino in Pensilis, che ha moltissimi parenti tra Maracaibo e Caracas e dove diversi molisani sono stati, anche per parecchi anni, a lavorare. I familiari della vittima sperano ora che i parenti in Venezuela possano in qualche modo rientrare in Italia, visto che la situazione sembra farsi sempre più pericolosa.

Quattro morti con violenza dal dicembre 2017 a oggi. Un dato agghiacciante che testimonia lo stato di guerriglia che imperversa nella nazione venezuelana, ma anche l’inerzia delle istituzioni italiane che evidentemente non stanno facendo abbastanza per i tanti italiani di seconda e terza generazione che vivono lì e vorrebbero tornare in Italia.

Come detto è il quarto molisano ammazzato in poco tempo. Ad agosto Elio Simonelli era stato ucciso a colpi di pistola al culmine di un sequestro, mentre a dicembre di un anno fa Damiano Petruccelli e suo nipote Gabriel Antonio vennero assassinati durante una rapina, sempre con un’arma da fuoco.

È questo che fa dire oggi al professor Michele Castelli, originario di Santa Croce di Magliano, docente all’Università di Caracas, insignito lo scorso anno del titolo di Ambasciatore dei Molisani nel Mondo, che l’Italia non può restare a guardare. Secondo Michele Petraroia, presidente del Comitato Molise Pro-Venezuela, di fronte a “un’emergenza umanitaria di queste proporzioni c’è da assumere con la massima urgenza il suo appello ed intervenire nei confronti delle istituzioni nazionali, regionali e locali perché, una volta per tutte, si facciano carico di ciò che sta accadendo a tantissimi italo-venezuelani”.