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Primo bilancio per Toma: “Fatto tantissimo per recuperare il tempo perso, meriterei di guadagnare di più”. Gli assessori? “Promossi”

Conferenza stampa di fine anno per il capo della giunta regionale in carica da 8 mesi. "Abbiamo recuperato un ritardo di quattro anni lavorando intensamente. Rischiavamo di perdere 20 milioni di euro: i miei predecessori avevano certificato solo 1,7 milioni". Nella lunga carrellata le misure per le imprese, il piano strategico delle Zone economiche speciali, le infrastrutture e la sanità. E sui costi della politica ammette: "Abolirei il vitalizio di chi percepisce più pensioni perchè ad esempio ha fatto il professore o il senatore".

Una lunga carrellata dei risultati raggiunti nei primi otto mesi: “Lavoriamo intensamente, dormiamo cinque ore a notte e per sostenerci utilizziamo integratori naturali, premute di arancia soprattutto”. Qualche punzecchiatura alle opposizioni: “C’è chi fa cabaret in Consiglio regionale”. E poi tanti dati, finanziamenti spesi e da spendere, bandi e provvedimenti in risposta “a chi dice che non abbiamo approvato leggi”.

Toma conferenza stampa di fine anno

In più di un’ora di conferenza stampa Donato Toma tira le somme della primissima parte della legislatura, iniziata l’8 maggio quando, dopo aver vinto le elezioni Regionali, ha preso il timone lasciato da Paolo di Laura Frattura del Pd e si è insediato a palazzo Vitale.

Abbiamo colmato ritardi di circa quattro anni, soprattutto dal punto di vista della spesa comunitaria e abbiamo dovuto lavorare otto volte di più”, sottolinea davanti ai giornalisti che incontra nell’ultimo giorno del 2018 assieme agli assessori Vincenzo Cotugno, Luigi Mazzuto, Vincenzo Niro, Roberto Di Baggio e al sottosegretario Quintino Pallante. Assente giustificato Nicola Cavaliere.

Anche per loro è il momento delle pagelle: “Promossi con una sufficienza, si sono dati da fare”.

Al 31 dicembre 2017 (l’ultimo anno del governo Frattura, ndr) c’era una spesa certificata di 1,7 milioni di euro. Abbiamo recuperato 20 milioni di euro che stavamo perdendo, siamo riusciti a rendicontarli e abbiamo ricevuto il placet della piattaforma dell’Unione europea”. E’ la prima puntura di spillo che Toma rivolge – pur non nominandolo direttamente – a Vittorino Facciolla, ex vice presidente e assessore della giunta precedente che assieme alla collega in Consiglio regionale Micaela Fanelli aveva criticato duramente il nuovo governo regionale.

Il capo di palazzo Vitale elenca i vari bandi approvati e pubblicati dal suo esecutivo e che hanno consentito di finanziare imprese e attività molisane, fra queste 37 start up innovative, per le ristrutturazioni aziendali, l’autoimprenditorialità. E ancora: il reddito di residenza attiva, il bando da 16 milioni di euro per microricettività (case vacanza e bed &breakfast), i voucher per le scuole di infanzia.

Capitolo pagamenti alle imprese: “Per la ricostruzione post sisma in sei mesi abbiamo saldato 27 milioni” e “sono stati sbloccati 20 milioni di euro per le aziende agricole”. Cita la cospicua somma da recuperare per i bolli auto prescritti: “Abbiamo dovuto fare una corsa per inviare ingiunzioni di pagamento per 30 milioni di euro e recuperare soldi che ci sono serviti ad esempio per trasferire agli Ambiti territoriali i fondi per la non autosufficienza”.

Il 2018 è stato pure l’anno nero per il trasporto pubblico extraregionale: pullman vetusti non sempre hanno garantito la sicurezza dell’utenza. “Quando ci siamo insediati, ci siamo accorti che mancavano 12 milioni di euro per il comparto. A giugno non avremmo potuto pagare le ditte, ma ci siamo riusciti”.

Quello che si sta concludendo è stato pure l’anno della fine del commissario-governatore. Roma infatti ha nominato due figure esterne, il commissario Giustini e il subcommissario Grossi. Toma conferma l’impugnativa alla Corte costituzionale, ma ricorda al tempo stesso quello che il suo governo ha voluto fare per migliorare la sanità molisana: “abbiamo stanziato un milione e 200mila euro per la stroke unite al Cardarelli, sempre al Cardarelli abbiamo aperto Oculistica. Invece ad Agnone abbiamo ripristinato il pronto soccorso e il reparto Dialisi”.

Nell’elenco delle ‘cose fatte’ ci sono pure le infrastrutture. “Abbiamo riaperto la Castellelelce che era rimasta bloccata per 40 anni, effettuato il dragaggio del porto di Termoli che potrà ospitare le gravi navi”. Si proietta poi nel nuovo anno quando “sarà completato l’Acquedotto centrale”, mentre “ad aprire partiranno i lavori per la elettrificazione grazie all’accordo da 80 milioni tra Regione Molise ed Rfi”.

Nel 2019 promette anche una nuova legge sull’editoria perché “quella attuale è inadeguata e va riformulata, noi vogliamo riscriverla”.

Toma con i giornalisti

Il prossimo sarà anche l’anno delle Zone economiche speciali. Il governatore annuncia di aver concluso e inviato il piano strategico. Farà la parte del leone il Basso Molise, con il porto e la zona industriale di Termoli, le Piane di Larino. Le misure economiche per chi investirà nella nostra regione riguarderanno anche il nucleo industriale di Bojano e quello di Isernia-Venafro.

Il 2018 però è stato anche l’anno del terremoto che ha fortemente danneggiato il Basso Molise. 300 famiglie attendono i contributi per l’autonoma sistemazione: “Il Governo ha dato i finanziamenti e io ho firmato il piano di interventi definitivo dando mandato alla struttura di pagare”.

Ultimo – ma non proprio così marginale – il capitolo sui costi della politica: per tagliarli Movimento 5 Stelle e Pd hanno presentato due leggi accusando la maggioranza di centrodestra di non aver fatto nulla.

Io ritengo di essere pagato troppo poco per quello che faccio”, taglia corto il capo della giunta. “Probabilmente le opposizioni dovrebbero ridurre il proprio costo”. Poi a microfoni spenti il governatore ammette che sta pensando ad una riforma di vitalizi & co. perchè, sottolinea, “non si può percepire il vitalizio e al tempo stesso prendere altre pensioni perché si è stati senatori, insegnanti…ecco, in quel caso penso che il vitalizio si potrebbe pure abolire”.

Infine le Amministrative di maggio. Toma ha avviato i ragionamenti con gli esponenti della maggioranza, ma per ora non scopre le sue carte: “Il candidato sindaco di Campobasso? Vedremo se sarà un uomo o una donna…”. Le scommesse possono cominciare.