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Porte scorrevoli nel centrodestra: Iorio e Scarabeo con Fdi, posto in Giunta possibile. Fermento nella Lega

Fratelli d'Italia e Direzione Italia insieme in Consiglio regionale, possibile richiesta di un assessorato. Nel partito di Salvini possibili nuovi ingressi a Termoli

Il patto sancito a Roma fra Direzione Italia e Fratelli d’Italia cambia gli equilibri a Campobasso, dove Michele Iorio e Massimiliano Scarabeo si apprestano a formare un gruppo unico in Consiglio regionale con l’unico consigliere eletto dal partito di Giorgia Meloni, cioè Quintino Pallante. E adesso che si fa? Palla a Donato Toma, il quale molto presto si troverà di fronte a una richiesta di rimpasto di Giunta, o almeno di aggiungere un posto a tavola per Fdi. “Siamo in tre, ben diverso che essere da soli” fa notare il portavoce provinciale di Fdi, Costanzo Della Porta.

Il centrodestra si muove, a sei mesi circa da elezioni europee e comunali nei due maggiori centri della regione: Campobasso e Termoli. Come spesso avviene, il primo input è giunto da Roma. Giorgia Meloni e Raffaele Fitto, rispettivamente a capo di Fratelli d’Italia e Direzione Italia, hanno deciso di unire le forze.

A cascata, si stanno creando gruppi e alleanze anche a livello locale. In Consiglio regionale Michele Iorio, eletto con una propria lista connotata dalla vicinanza al gruppo di Fitto, andrà ad aggregarsi con Quintino Pallante, attualmente unico esponente di Fdi, nonché sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale. Una carica che potrebbe non bastare più, dato che ai due si unirà anche Massimiliano Scarabeo.

Il consigliere venafrano eletto con Forza Italia ha lasciato i berlusconiani un minuto dopo aver rimesso piede in Consiglio regionale dopo le elezioni dell’aprile scorso. Per lui ennesimo cambio di casacca dopo i trascorsi con Margherita (elezioni 2006), centrodestra in appoggio a Iorio durante la legislatura fino al 2011, Alternativ@ (regionali 2011) poi confluita in Partito Democratico (regionali 2013), quindi da indipendente, a suo dire, in Forza Italia (regionali 2018) e ora appunto Fdi.

Chiaro e preventivabile che a Toma potrebbe essere chiesto a breve un rimpasto di Giunta, ad appena otto mesi dalla formazione del governo regionale. Ma chi potrebbe cedere il posto? Tutto fa pensare che un seggio potrebbe essere ‘scippato’ a Forza Italia, rappresentato in via Genova da Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio, per via del risultato elettorale che ne ha fatto il primo partito di centrodestra.

Ma la caduta libera dei berlusconiani nei sondaggi fa ipotizzare un rimescolamento. Anche perché non è un mistero che la Lega sia, oggi come oggi, il partito più attrattivo della coalizione, pur rimanendo all’estremo rispetto ai centristi, rappresentati sia dai Popolari di Niro che da Orgoglio Molise di Cotugno.

Voci di corridoio davano in uscita dal partito di Salvini la consigliera Aida Romagnuolo, ma sembrano più malelingue che notizie fondate. La consigliera di Casacalenda si è fatta fotografare e intervistare a piazza del Popolo, sabato scorso, per la manifestazione voluta dal vice premier nella Capitale.

È risaputo, tuttavia, che non goda di consensi interni alla Lega in Molise, a cominciare dalla collega di banco Filomena Calenda, con la quale i rapporti sono tesi. Rapporti usurati da certe sue uscite in autonomia, non ultima una foto con l’ex premier Prodi, che hanno portato l’assessore Luigi Mazzuto a toglierle la delega di coordinatrice provinciale.

A Termoli invece è notorio uno scontro verbale fra lei e l’esponente di minoranza Michele Marone, ad oggi unico consigliere leghista nel Comune adriatico. Ma proprio a Termoli la Lega si prepara a rimpolpare i ranghi. A Roma l’8 dicembre per ascoltare il comizio del Ministro dell’Interno c’era anche Annibale Ciarniello, eletto all’opposizione con i popolari di Remo Di Giandomenico e ora prossimo a indossare il blu salviniano o il verde leghista, a seconda delle preferenze di colore.

Centrodestra Termoli

Si vocifera con insistenza anche del passaggio dell’ex sindaco Antonio Di Brino, il quale continua a smentire, pur non nascondendo una simpatia per le politiche del vice presidente del Consiglio. “Non mi risulta questo passaggio e oltretutto non gli conviene. Lui vuole candidarsi e io lo sto sostenendo” commenta Marone, che poi allontana l’ipotesi di candidatura alle Europee. “Sarei matto a provarci, ci vogliono tantissimi voti visto che siamo nella circoscrizione Meridionale e fuori dal Molise non ho consenso elettorale”. L’unico che può farcela, o meglio rifarcela, è forse Aldo Patriciello. Ma con Forza Italia in caduta libera, chissà.

Intanto proprio ieri 13 dicembre in conferenza stampa a Termoli, l’opposizione si è presentata con esponenti di Lega, Fratelli d’Italia e Direzione Italia. Nessuno di Forza Italia, ancora una volta. Insomma se la coalizione c’è, la sfida è tenerla unita.