Piatti ‘naturalmente buoni’ ed effetti speciali in carcere: show cooking in diretta fotogallery

L’iniziativa che vede protagonisti gli studenti detenuti dell’Ipseoa “Federico di Svevia” si è rinnovata la sera del 21 dicembre confermando un’alta partecipazione di pubblico: più di 180 ospiti, menù all’insegna delle tradizioni italiane e richiami alla cucina francese, elaborato con i prodotti coltivati dagli allievi dell’Istituto Agrario “San Pardo”. A rendere ancora più coinvolgente l’evento la novità dell’alta tecnologia: gli alunni dell’Alberghiero hanno preparato in tempo reale una porzione del secondo piatto nello show cooking proiettato in diretta su un maxischermo che durante il galà ha trasmesso le riprese del lungo lavoro di preparazione ai fornelli nel laboratorio di cucina

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Alta professionalità e competenza, ai fornelli e nel servizio di accoglienza e di sala, tra le lunghe tavolate, nel corridoio e nella chiesa. Il Gran Galà di Natale nel carcere di Larino è giunto la sera del 21 dicembre alla sua sesta edizione, con delle importanti novità. A stupire e coinvolgere ancora di più gli ospiti, gli affezionati e coloro che per la prima volta hanno vissuto l’esperienza, l’apporto dell’alta tecnologia abbinata al buon cibo.
Durante la cena gli studenti della sede carceraria dell’Alberghiero “Federico di Svevia” hanno preparato una porzione del secondo piatto a base di carne in tempo reale, guidati dagli insegnanti tecnico-pratici. Lo show cooking è stato seguito in diretta dai commensali, grazie alle immagini trasmesse su un maxischermo.

Nel corso dell’intera serata sul monitor sono stati proiettati video del back stage, nel laboratorio di cucina, con gli allievi davanti alle pentole fumanti e alle prese con il taglio delle verdure, i prodotti a chilometro zero coltivati dagli studenti dell’Istituto Agrario, con cui sono stati realizzati i piatti, annaffiati con un vino rosso sempre del San Pardo.
Ogni portata è stata presentata al microfono, prima di essere servita ai tavoli addobbati con segnaposto e centrotavola natalizi, anche questi lavori dei detenuti. Gli ortaggi hanno impreziosito l’antipasto, dopo il buffet di benvenuto, un “Capriccio di Natale”, con un arancino, omaggio alla Sicilia, la quiche, tributo alla Francia, il tacchino affumicato. Due i primi, fiocchetti di agostinello all’ortolana, mix di verdure e di grumi di timballo di pasta molto simile alla polenta cotta al forno, sulla linea della classica pizza e foglie abruzzese, ravioli farciti con patate di San Biase, speck e grana su coulis di peperoni verdi nostrani. Per secondo, la lombatina di maiale in manto di zucca e provola affumicata con granella di mandorle. Finale dolce e delicato con la delizia di limone di Sorrento servita per dessert e krapfen alle confetture prodotte dall’Istituto Agrario.

Cena di Natale carcere 2018

Sapori genuini, composizioni raffinate dei piatti, qualità: gli allievi, coordinati dai professori di Enogastronomia, Sala e Vendita, Accoglienza turistica hanno dimostrato di aver acquisito abilità professionali che un domani, una volta usciti dal carcere, potranno essere spendibili nel mondo del lavoro, per il reinserimento. Il loro entusiasmo, la voglia di mettersi in gioco, il senso di ospitalità sono i ricordi che ognuno dei partecipanti si è portato via, al termine dell’evento, al di là dell’ultimo cancello del penitenziario.

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