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Passata la paura, c’è il rischio di archiviare la sicurezza. “Siamo in zona sismica e le case non sono adeguate”

Gli esperti a confronto sul rischio sismico e sulla sequenza del Molise orientale, che lo scorso agosto ha innescato un sisma di magnitudo 5.1 che ha comportato “notevoli danni” Al centro del convegno promosso da Ordine Geologici e Ingv il tema della prevenzione. E l’importanza di conoscere il territorio sul quale si va a costruire.

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Quasi quattro mesi dopo il terremoto dello scorso 16 agosto la grande paura è passata. Col rischio che passi anche l’attenzione per la sicurezza, di edifici pubblici e soprattutto privati. Con il pericolo che si nasconda la polvere sotto il tappeto, per usare un eufemismo, e si riparli di sicurezza e prevenzione al prossimo sisma. E’ anche per evitare questo e per rafforzare la conoscenza del territorio che l’Ordine dei geologi ha promosso un convegno tecnico-scientifico incentrato su due grandi temi: il rischio sismico e idrogeologico, visto che la nostra regione è vulnerabile da entrambi i punti di vista, e la prevenzione.

 “Rischio sismico, analisi, prospettive per una prevenzione efficace in un paese fragile”: questo il titolo dell’incontro che si è svolto il pomeriggio del 6 dicembre nella Casa del Fanciullo a Guglionesi. Un convegno promosso dall’ordine dei Geologi in collaborazione con l’associazione Sigea e ospiti di taratura nazionale rappresentanti di Ingv, Enea e Università di Bari, che hanno aggiornato la platea sullo stato dell’arte della ricerca scientifica per la riduzione del rischio sismico in Italia. Hanno partecipato anche relatori locali di Regione e Unimol per un evento patrocinato dalla Regione Molise, dal Comune di Guglionesi, da Ingv, Consiglio Nazionale Geologi e sindacato nazionale dei Geologi professionisti.

Che significa Paese fragile? Gianluca Valensise, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è esplicito: “Fragile perché la normativa sismica esiste solo da poco, tutto quello che è stato costruito prima non ha garanzie. Prevenire significa stare attenti principalmente alla vulnerabilità delle case in cui abitiamo. La vulnerabilità di questo territorio è stata molto poco considerata negli ultimi decenni perché il Molise orientale, questa fascia, è stato ritenuto indenne dai terremoti”.

“Noi stessi sismologi – continua Valensise – non sapevamo molto della sismicità di queste zone. Ma adesso abbiamo capito che anche qui ci sono terremoti significativi e speriamo che non ce ne siano altri più forti. Il problema è che qui non c’è mai stata una normativa sismica fino al 2000, e gran parte del patrimonio urbanistico è stato costruito in assenza di una normativa. Cosa che peraltro è accaduta in altre zone d’Italia. Ma ovviamente aver costruito senza normativa in una zona che oggi riteniamo essere a rischio è un problema, perché un eventuale terremoto troverebbe le case inadeguate. Pertanto è opportuno che ognuno si guarda intorno e si faccia una idea della possibilità del proprio edificio di resistere a eventuali terremoti. E la politica – conclude – dovrebbe incoraggiare la presa di coscienza da parte della popolazione, non mettere la polvere sotto il tappeto come si fa di solito”.

Giancarlo De Lisio, presidente dei Geologi molisani, ha sottolineato come la scelta della localizzazione a Guglionesi, il centro più popoloso tra quelli interessati dalla recente sequenza sismica della agosto 2018, “è una testimonianza della vicinanza alla popolazione e un modo per tenere accesa l’attenzione, anche quella mediatica, sulle risposte dalle istituzioni per un terremoto che ha creato danni e paura. “Dobbiamo abbandonare definitivamente il fatalismo, il piangersi addosso, per aprire le porte a l’unica strada percorribile e cioè una prevenzione efficace e scientificamente supportata, che conduca a una reale riduzione del rischio sismico delle nostre abitazioni”. Da dove iniziare? “Alzare l’asticella della conoscenza geologica del nostro territorio. Il punto di partenza deve essere lo studio geologico del sottosuolo: deve passare il messaggio che prima della progettazione e prima ancora che entrino in campo altre figure professionali quali ingegneri, architetti e geometri, bisogna conoscere la natura e la qualità del sottosuolo, partire dalla caratterizzazione geologica e geofisica. Un edificio antisismico non è solo determinato dalla progettazione antisismica, ma anche da caratterizzazioni geologiche puntuali”.

Sulla prevenzione punta anche Domenico Angelone, consigliere Nazionale dell’Ordine dei Geologi, che ha riferito di come siano stati aperti, a Roma, tavoli importanti come quello del Ministero ai Lavori pubblici o della Giustizia. “Ci stiamo muovendo a tutto tondo per riaffermare la cultura geologica che è un passaggio obbligato per una prevenzione reale. C’è grande collaborazione con il dipartimento di Protezione Civile e speriamo che interventi normativi seguono le nostre indicazioni nel futuro e che si ponga rimedio alla carenza di cultura geologica, che penalizza la sicurezza. Speriamo in una inversione di tendenza e in una prevenzione reale che passa per la pianificazione e l’informazione al cittadino”.

Giuliano Senese, vicesindaco e assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici di Guglionesi, a ricordato che “Siamo ancora nella fase di emergenza perché stiamo aspettando ancora i contributi per le autonome sistemazioni ed è ancora in atto la schedatura dei danni”. In paese “siamo intorno al 50% del danno effettivo, con circa 50 ordinanze di inagibilità o parziale inagibilità, e ne avremo altrettante”. Una situazione non facile, una stima affatto scontata visto che occorrono squadre di tecnici volontarie per i sopralluoghi. La ricostruzione è ancora un miraggio. intanto non bisogna abbassare la guardia e pensare che “tanto il peggio è passato”.

 

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