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Neurochirurgia, Neuromed annuncia querele: “Dagli ospedali pubblici ci dicano perchè mandano i pazienti fuori regione”

Durissima reazione dell'istituto di ricerca e cura della famiglia Patriciello dopo la denuncia del comitato Pro Cardarelli: "Dicono falsità, ora basta"

La dichiarazione della dottoressa del Cardarelli Daniela de Capoa (“Il protocollo con Neuromed va stracciato”) ha suscitato la reazione del centro sanitario di Pozzilli. A distanza di meno di 24 ore, l’ufficio stampa divulga ai giornali una nota di risposta agli attacchi arrivati dagli esponenti del comitato Pro Cardarelli nella conferenza stampa del 4 dicembre.

Dal Neuromed parlano di “un’azione strumentalmente posta in essere sempre dai soliti individui” e di cui da diversi mesi è vittima la struttura della famiglia Patriciello. L’obiettivo è “screditare e calunniare l’immagine del Neuromed mediante la divulgazione di false notizie.  Peraltro in una materia particolarmente delicata quale la vita dei cittadini”.

L’Istituto ha pertanto dato incarico ai propri legali di “denunciare alla magistratura tali comportamenti gravi, di cui continuano a rendersi responsabili mestatori che si nascondono dietro sigle inesistenti o insignificanti. Oltre al danno la beffa”.

Ma la nota stampa consente al Neuromed di chiarire anche alcuni aspetti sul famoso protocollo d’intesa per la Neurochirurgia sottoscritto dall’Asrem dopo la chiusura del reparto nell’ospedale di Campobasso, ridimensionato a dea di primo livello (come si dice in gergo tecnico) quando è entrato in vigore il decreto Balduzzi.

Una intesa che “ha contribuito e contribuisce a garantire l’assistenza per tutti i pazienti non trasferibili, nel solo ed esclusivo interesse a salvare vite umane. Un servizio il cui alto valore è quotidianamente riconosciuto all’Istituto a tutti i livelli, secondo tutti gli indicatori nazionali.

I Neurochirurghi Neuromed da mesi, ogni giorno, garantiscono l’assistenza presso il Presidio ospedaliero Cardarelli di Campobasso senza utile alcuno per l’Istituto. I nostri professionisti e il nostro Istituto continueranno come sempre a preoccuparsi di salvare la vita delle persone non lasciandosi condizionare da chi continua soltanto a procurare allarme, per finalità poco chiare”.

Da Pozzilli arriva una denuncia fortissima e che getta un’ombra sugli operatori del sistema sanitario pubblico regionale: “Poco chiare sono, per esempio, le ragioni per le quali avvengono spesso trasferimenti di cittadini molisani presso ospedali di altre regioni, determinando tra l’altro una elevata mobilità passiva per il Molise”.