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Nautico e Schweitzer ‘svendute’ all’asta, l’opposizione non ci sta: “Rendano conto ai cittadini” foto

I due edifici, l’ex sede dell’Istituto Tecnico Nautico ormai trasferito e la scuola media Schweitzer andranno nuovamente all’asta per un valore complessivo di poco più di 5 milioni di euro, contro i 23 milioni stimati inizialmente.

Non c’è due senza tre ed il Comune ci riprova. Dopo l’ultimo tentativo non andato a buon fine, l’amministrazione guidata da Angelo Sbrocca mette nuovamente all’asta i due stabili dell’ex Istituto Nautico, ‘regalato’ dall’allora Presidente della Provincia Nicolino D’Ascanio alla città ed all’ex sindaco Greco, e la scuola media Schweitzer, entrambe strutture inserite nel piano di alienazione dei beni di proprietà dell’ente.

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Un punto che non trova il benestare della minoranza di centrodestra, “quella effettiva e reale” chiarisce Baccari, o parte di essa vista l’assenza degli esponenti di Forza Italia Francesco Rinaldi e Francesco Roberti “ma non è una spaccatura, semplicemente si sono ritrovate le persone che condividono lo stesso pensiero” tiene a precisare subito l’ex sindaco Basso Antonio Di Brino durante la conferenza stampa di mercoledì 19 dicembre. Accanto a lui la Lega con Michele Marone, Popolari per Termoli con Annibale Ciarniello e Fratelli d’Italia con Paolo Baccari e Luciano Paduano e il giovane Lorenzo Christian Valeriani.

Il valore totale degli edifici, liberi da ipoteche, si aggira su una stima di circa 23 milioni di euro, 14 per le medie e 9 per le superiori. Una somma indicativa a cui va tolto il 75% del valore totale per la demolizione delle strutture, facendo arrivare la quota che l’amministrazione conta di incamerare a quasi 6 milioni di euro, poco meno della metà rispetto alla prima asta del maggio scorso che stabiliva un valore di 11 milioni di euro.

Una quotazione, fatta dall’ingegnere Livio Mandrile, che per Marone desta qualche perplessità: “Se l’intento è dismetterli per realizzarci altro, come concesso dalla legge 30 del 2009 che consente di realizzare ampliamenti edificatori, chiediamo all’ingegnere di venire in commissione lavori pubblici per chiarire la sua stima. Dobbiamo evitare questa svendita a tutti i costi”.

Fabbricati che, seppur in pessimo stato di manutenzione, si trovano un una posizione davvero strategica: al centro della città, a pochissimi passi sia dal parcheggio multipiano che dal sottopassaggio ed in una zona commerciale dove sorgono numerose attività: “Qualche settimana fa c’è stato il Black Friday – ha ironizzato Di Brino – Il Comune ha deciso di svendere tutto. Siamo davanti all’ennesima nefandezza di un’amministrazione scadente che trasforma le idee degli altri in peggio e tiene all’oscuro di tutto i cittadini per agevolare qualche famiglia che ne acquisirebbe la proprietà”.

L’attuale gestione comunale starebbe inoltre, secondo l’ex primo cittadino, rispolverando progetti che non appartengono loro: “Volevamo realizzare un polo scolastico che sarebbe dovuto nascere nell’area dove prima c’era l’agrario. Un vero e proprio campus con un edificio ad un piano, antisismico, con tutti i servizi necessari che raccogliesse, sotto un unico tetto, tutti i bambini delle scuole elementari e medie così da liberare gli edifici e spostare gli uffici comunali nell’attuale sede della Principe di Piemonte, facendo una finanza di progetto con cui avremmo ceduto il Nautico, che ormai cade a pezzi, assieme alla Schweitzer al vincitore del bando che, in cambio dell’acquisizione di queste due strutture avrebbe realizzato il polo”. Idea completamente stravolta da Sbrocca che “non avendo trovato partner ha deciso di mettere in vendita le strutture scolastiche” ha aggiunto Di Brino.

Ciò che l’opposizione non riesce a mandare giù non è tanto la vendita delle due strutture, quanto la perdita di valore (circa 6 milioni di euro) attraverso la nuova valutazione, 2 milioni 295mila euro per il Nautico e 3 milioni 591mila euro per la Schweitzer, fatta in data 30 novembre, unita al cambio di destinazione da D (attività produttiva) a B (residenziale) e che portano la minoranza a porre alcuni quesiti: “Che interesse hanno a fare cassa visto che non saranno loro ad incamerare i soldi? C’è già l’acquirente? Che fine faranno i 170 bambini che ancora frequentano le medie lì? Come mai non è stato fatto un consiglio comunale prima di mettere all’asta dei beni che appartengono al Comune?”.