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Migranti destinati nella struttura che fu incendiata, esplode di nuovo il caos in paese

Secondo la prefettura di Isernia dodici richiedenti asilo dovrebbero alloggiare nello stesso edificio che fu interessato dalle fiamme nei mesi scorsi. Ma il sindaco Manolo Sacco ha già risposto e fa presente che quello stabile è un cantiere aperto e la questione “sicurezza è prioritaria”

Dodici richiedenti asilo dovrebbe essere destinati al Comune di Pescolanciano, nella stessa struttura che durante l’estate ha preso fuoco. Fatto sulle cui cause sono ancora in corso le indagini dei carabinieri.

Sta di fatto, però, che il primo cittadino del comune altomolisano, Manolo Sacco, è tornato sull’argomento rispetto alle nuove disposizioni ministeriali.

 “La questione sicurezza è prioritaria su tutto” ammonisce il sindaco.

“Al momento, il centro è nel mezzo di un cantiere visto che si sta bonificando l’adiacente distributore di carburante, ma i lavori sono tuttora in corso. Come è possibile ospitare i migranti lì quando non ci sono le condizioni minime di sicurezza? Non solo. Al momento è ancora presente una cisterna piena di olio esausto e potrebbe rappresentare un ulteriore potenziale pericolo. Sono fortemente preoccupato per la situazione: in qualità di sindaco devo fare presente alla Prefettura qual è l’attuale stato di cose e quali le fonti di pericolo”.

A questo punto il primo cittadino di Pescolanciano chiede un nuovo sopralluogo da parte dei rappresentati della Prefettura e delle strutture competenti ad effettuare i controlli: “Chiedo che vengano verificate le condizioni minime di sicurezza nei pressi della struttura e all’interno dell’edificio stesso. Non stiamo dicendo no all’arrivo dei migranti, ma vogliamo che sia nelle migliori condizioni possibili. Se esiste un pericolo, come sindaco non posso non segnalarlo e chiedere che si avvii un ulteriore approfondimento per capire se la struttura sia realmente pronta ad ospitare i richiedenti asilo”.

Non è tutto. “Chiedo ancora una volta che vengano sanate le irregolarità presenti all’interno dell’edificio da adibire a Cas proprio nell’interesse della sicurezza dei richiedenti asilo. In caso contrario, diventerebbe un invito all’illegalità che da sindaco non posso avallare” ha concluso Manolo Sacco.