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Mamma e figlio disabile rapinati e picchiati in casa. Denaro ritrovato con tre crocifissi, “ma io non li perdono”

La donna di Campomarino che lunedì scorso ha denunciato di essere stata picchiata con il figlio, un ragazzo disabile, nella loro villetta di ramitelli, ha ritrovato questa mattina il denaro che le era stato sottratto con tre piccoli crocifissi. La somma era in una custodia di cd in auto.

Ha ritrovato il denaro che due banditi entrati in casa a volto coperto le avevano preso tre giorni fa. Insieme alle banconote anche tre piccoli crocifissi, “forse una richiesta di perdono. Ma io non posso perdonare chi ha fatto male a mio figlio, che è disabile, che è stato picchiato brutalmente e che sta ancora male”.

Anna e il suo ragazzo stavano facendo l’albero di Natale lunedì sera quando, alle 20 e 25, hanno suonato alla porta. nella villetta di contrada Ramitelli, a Campomarino, erano entrati in due. Volto coperto da passamontagna e fare minaccioso. Lei era stata scaraventata a terra da un manrovescio e da un pugno, lui era stato picchiato al volto perchè aveva provato a difendere la madre. Volevano l’oro, ha raccontato la donna ai carabinieri della stazione di Campomarino che hanno raccolto la denuncia, ma si sono dovuti “accontentare” di contanti. Lei gli ha dato tutto quello che aveva nel portafogli, 1670 euro.

Una somma che ha incredibilmente ritrovato questa mattina quando, salita sull’auto (lasciata aperta perchè si apre con sistema satellitare ed era stata parcheggiata all’interno della recinzione esterna) si è accorta di un oggetto duro sul sedile del guidatore. Era una custodia di cd, questo ha raccontato Anna ai militari, con all’interno tutto il denaro che le era stato trafugato, “spiccioli compresi”, e tre crocifissi di metallo.

“Mi sono recata subito in caserma, ho raccontato tutto ai carabinieri e ho chiesto di continuare nelle indagini perchè io voglio sapere chi è stato a picchiare selvaggiamente mio figlio disabile, che è tutto per me e che sta ancora male dopo lo choc e le botte”.

Difficile dare una interpretazione ai simboli cristiani lasciati insieme al denaro, restituito fino all’ultimo centesimo. “Forse era una richiesta di perdono, ma io non li perdono, io voglio sapere chi è stato”.

Le indagini, a maggior ragione dopo l’epilogo della rapina, vanno avanti e pare siano concentrate soprattutto al lido di Campomarino. In base alla testimonianza di Anna i due malviventi erano smilzi e con un accento pugliese. Potrebbe trattarsi di tossicodipendenti, ma è chiaro che ci sono numerosi altri elementi di cui prendere atto in questa vicenda, ora al vaglio dei carabinieri.