Madre e 7 figli rientrano in Molise da Caracas: salvati dal Comitato pro Venezuela

Manuela e suoi 7 figli, tutti con passaporto italiano e un'età che va dai 23 ai 3 anni, saranno accolti in un appartamento messo a disposizione gratuitamente grazie all'impegno di sindaco, parrocchia e comunità. Rientreranno in Italia nelle prossime ore: il Consolato Generale d’Italia di Caracas ha accolto l'appello del Comitato Molise Pro-Venezuela. Sono già 300 i molisani rientrati dal Venezuela negli ultimi mesi. Venerdì tavolo tecnico in Regione sull'emergenza umanitaria.

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Sono già 300 i molisani rientrati dal Venezuela negli ultimi mesi, salvati da una situazione di difficoltà economica senza precedenti e soprattutto di violenza e barbarie. Tra loro c’è anche una famiglia originaria di Bracciano, provincia di Roma, che tuttavia è riuscita a rimettere piede sul territorio italiano grazie al Comitato Molise Pro Venezuela. Da Caracas a Monacilioni, paesino del Fortore dove almeno per un anno la signora Manuela e suoi 7 figli, tutti con passaporto italiano e un’età che va dai 23 ai 3 anni, saranno accolti in un appartamento messo a disposizione gratuitamente dal sindaco Michele Turro e soprattutto grazie all’impegno della parrocchia Santa Maria Assunta, oltre che di tutta la comunità di Monacilioni. Nei prossimi giorni, con l’aiuto del parroco don Mauro Geremia, si provvederà a risistemare l’alloggio reperendo arredi, stufa, letti e tutto  ciò che serve.

A Caracas, divenuta ormai la città più impossibile del mondo, dove rapine e omicidi sono all’ordine del giorno e gli italiani rischiano la vita ogni qualvolta mettono piede fuori di casa (e non solo, perché nessuno può stare sicuro nemmeno nella propria abitazione), i ragazzi sono già stati ritirati da scuola per gravi difficoltà e la madre, 46 anni, ha chiesto il rimpatrio.

Nel Lazio non sono stati ascoltati, mentre il comitato Molise Pro Venezuela rappresentato da Michele Petraroia, ex consigliere regionale, con l’associazione Giuseppe Tedeschi che fa riferimento a Lidia De Sanctis, hanno raccolto l’appello e interagito con il consolato generale d’Italia di Caracas, che infine è riuscito ad ottenere che madre e figli potessero tornare. Per il padre, venezuelano e rivo di passaporto italiano, non c’è stato nulla da fare.

Manuela e i ragazzi stano per arrivare a Monacilioni, almeno per il momento. In queste ore sono in fase di completamento le procedure burocratiche. “Il merito per l’accoglimento dell’appello – spiega Michele Petraroia – va al dottor Nello Collevecchio, il componente del consiglio generale degli italiani all’estero per il Venezuela, e al professor Michele Castelli, docente universitario a Caracas e rappresentante del comitato Molise Pro Venezuela oltre che Ambasciatore dei molisani nel mondo”.

Gli stessi ai quali si era rivolto il fratello di Armando Basile, il medico direttore dell’ospedale di Maracaibo trucidato a casa sua alcuni giorni fa. La sua famiglia, originaria di San Martino in Pensilis, ha già scritto al Consiglio generale degli italiani all’estero per avere giustizia e per chiedere di accelerare sulla cattura dei criminali. Finora purtroppo non ci sono stati sviluppi significativi nelle indagini delle autorità venezuelane. L’uomo, 61 anni, era stato massacrato di botte e soffocato con un cuscino da due persone, che pare conoscesse e facessero parte del rione, che stavano cercando le medicine che il medico aveva l’abitudine di riportare a casa proprio per sottrarre questi farmaci, preziosi come l’aria in Venezuela dove ormai tutto è introvabile, dai frequenti furti che si registrano in ospedale.

Intanto anche per far fronte a una situazione che coinvolge sempre più molisani, venerdì si svolgerà un tavolo tecnico in Regione per il quale sono stati convocati i sindaci dei paesi con un più elevato tasso di emigrazione nel Paese sudamericano. Parteciperà anche la Caritas. Prefettura di Isernia e Campobasso sono già state mobilitate per sollecitare governo e Parlamento italiano sull’ emergenza umanitaria nelle città venezuelane.

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