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Lotta alla droga, l’Osservatorio Antimafia del Molise lancia nove proposte

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L’Osservatorio Antimafia del Molise stila una lista di interventi possibili per contrastare la diffusione della droga a più livelli. Dalla maggiore cooperazione fra le regioni, allo snellimento delle pratiche burocratiche che intasano la giustizia, fino a una maggiore formazione nelle scuole a favore degli studenti, ecco che l’Osservatorio guidato da Vincenzo Musacchio decide di impegnarsi direttamente in una battaglia di stretta attualità. Il documento è firmato proprio dal presidente Musacchio, dal vice, il magistrato di Larino Daniele Colucci e dai componenti, il generale Giuseppe Antonio Di Iulio e l’avvocato Vincenza Casale.

“Ci siamo chiesti, da dove partire? Abbiamo ritenuto di proporre la nostra ricetta per lottare contro il fenomeno della droga in Molise – affermano -. E’ un elenco sintetico di indicazioni per provare, insieme, a frenare il fenomeno della diffusione e del consumo delle droghe in Molise specialmente tra i più giovani”.

Queste le loro nove proposte:

  1. Collocare la lotta contro la droga nel contesto della politica tra le regioni di confine in modo che non sia ostacolata dalla divisione delle competenze di settore salvaguardando ovviamente l’autonomia di ciascuna regione.
  2. Stabilire unitamente alla cooperazione a livello interregionale, una cooperazione e un dialogo intenso tra regioni, province e comuni a livello politico istituzionale sulle questioni legate alla droga.
  3. Aumentare l’informazione e il dialogo tra i diversi attori per ravvicinare le pratiche attuali ai casi concreti, riconoscendo al contempo che si tratta di un problema soprattutto locale oltre che nazionale.
  4. Cooperare maggiormente in materia penale nel campo della criminalità organizzata connessa al traffico di stupefacenti e, più specificamente in relazione alla cooperazione a livello locale tra i servizi di polizia, poteri giudiziari, personale sanitario ed associazionismo civile.
  5. Destinare maggiori risorse per la formazione dei consulenti e la riabilitazione dei tossicodipendenti all’interno della regione, tenendo conto dell’esperienza acquisita a livello nazionale e promuovendo attivamente i migliori metodi di riabilitazione e diffusione di informazioni.
  6. Partecipare come Regione Molise ai programmi dell’UNDCP (organismo di prevenzione e contrasto alla droga a livello internazionale) con la conseguente possibilità di disporre di mezzi sufficienti nel bilancio dell’ONU per i prossimi cinque anni.
  7. Destinare eventuali fondi confiscati a livello regionale dalla DDA di Campobasso anche per migliorare la politica di prevenzione e di attenuazione dei danni cagionati dalle sostanze stupefacenti.
  8. Condividere con le scuole il principio che “è meglio prevenire che curare mirando a risolvere i problemi alla fonte, cioè incoraggiando l’individuo ad adottare uno stile di vita e un comportamento responsabile.
  9. Riconoscere l’importanza, nella prevenzione dell’infanzia e dell’adolescenza, del ruolo fondamentale e indispensabile della famiglia e della scuola nella lotta contro la diffusione del fenomeno. Si tratta, quindi, di rendere genitori e insegnanti “complici” delle loro piene responsabilità educative.

L’Osservatorio Antimafia del Molise afferma di essere “ovviamente consapevole che da solo non potrà risolvere il problema droga in Molise ma questo nostro impegno vuole sposare in toto la richiesta “di scendere in campo, di arruolarci per combattere insieme questa guerra” proposta tempo fa dal Procuratore Generale Guido Rispoli e dal Procuratore antimafia Nicola D’Angelo”.

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