Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Liceo Sportivo a Campobasso, istituti comprensivi a Termoli. Ecco come cambia la scuola in Provincia, ma i sindacati non ci stanno foto

La Giunta Regionale ha approvato i cambiamenti proposti dalla Provincia di Campobasso: nel capoluogo di regione dal prossimo anno arriverà il Liceo Sportivo all'interno dello Scientifico Romita, mentre a Termoli e nel Basso Molise ci sarà un rimpasto per far sparire i circoli didattici e lasciare il posto agli istituti omnicomprensivi. Ma i sindacati non ci stanno.

Cambia l’organizzazione nel mondo della scuola della Provincia di Campobasso: dal prossimo settembre e per i prossimi tre anni scolastici – ovvero 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 – alcune delle scuole del Basso Molise subiranno un cambiamento interno che interesserà l’organigramma, mentre l’offerta formativa delle scuole del capoluogo si arricchisce. Una questione burocratica, prima ancora che didattica, ma che avrà delle ripercussioni anche per gli studenti oltre che per i docenti. La giunta regionale ha infatti approvato le proposte arrivate dalle singole Province.

A Campobasso  – e questa è una delle novità più importanti soprattutto nel pieno delle iscrizioni, quando licei ed istituti, come scuole materne, elementari e medie si preparano ad aprire le porte delle loro istituzioni per farsi conoscere dai futuri studenti – arriva il Liceo Sportivo che sarà attivato al Liceo Scientifico Romita del capoluogo perchè “per numero di sezioni e numero di alunni – si legge nella delibera della Regione dello scorso 26 novembre – è l’unico che possa accogliere e assicurare l’ulteriore indirizzo, rispetto a quelli “ordinamentale” e delle “scienze applicate””. Un ulteriore passo avanti e un ampliamento delle opportunità di scelta per i futuri studenti, come accaduto diversi anni fa nella città adriatica dove il percorso sportivo è stato attivato con buoni riscontri al Liceo Scientifico Alfano da Termoli.

La Giunta Regionale inoltre ha accettato la proposta fatta dalla Provincia di Campobasso e ancora prima dal Comune di Termoli che prevede quindi la riorganizzazione delle scuole del territorio comunale della città adriatica: i quattro circoli didattici spariranno per far posto ad altrettanti istituti comprensivi, ovvero “Bernacchia” che comprende 742 alunni della scuola dell’infanzia di via Tremiti, dell’infanzia e dell’elementare di Principe di Piemonte, dell’infanzia e della primaria di Pantano Basso a Rio Vivo e infine della scuola media Bernacchia del centro cittadino; l’istituto Difesa Grande con 777 alunni della scuola materna, della scuola elementare e delle scuole medie di Difesa Grande insieme alla scuola primaria di Via Po e all’infanzia di Via Volturno e poi l’istituto “Schweitzer” comprenderà invece le scuole dell’infanzia di via Stati Uniti e via Catania, la scuola elementare di via Stati Uniti e la scuola media Schweitzer di viale Trieste per un totale di 783 allievi, infine “Brigida” con 800 alunni della scuola media omonima e la scuola elementare e materna di Via Maratona.

scuola-elementare-via-volturno-140589

“Ogni scuola –aveva spiegato la vice sindaco di Termoli Maria Chimisso ai tempi della presentazione della proposta – manterrà la sua autonomia come anche le proprie presidenze, si avrà una verticalizzazione dell’organizzazione che alla fine del ciclo scolastico secondario (ovvero le scuole medie, ndr) permetterà di certificare anche le competenze degli alunni. Si supera in questo modo – aveva aggiunto – un modello pedagogico e didattico obsoleto e praticamente scomparso dal resto del Paese”, ha concluso l’assessore al ramo sottolineando anche la continuità didattica degli studenti tra i vari gradi degli istituti.

furto-nella-scuola-principe-di-piemonte-139461

Ma la città adriatica non sarà l’unica ad essere coinvolta nel cambiamento, perchè la Regione ha stabilito anche che l’istituto comprensivo di Larino apparterrà all’Istituto di istruzione superiore di Larino perdendo quindi il controllo dell’Iis di Campomarino che sarà invece legato all’istituto comprensivo di Campomarino, per un totale di 665 alunni. All’istituto comprensivo di Montenero, per un totale di 666 alunni, si uniranno l’Iis di Montenero e la scuola di Mafalda. Palata diventa invece istituto comprensivo e abbraccia quindi anche Acquaviva, Castelmauro, Guardialfiera, Lupara, Montefalcone, San Felice del Molise, Montemitro e Tavenna per un totale di 468 alunni. L’istituto di Petacciato invece, “pur essendo un comune non montano – come si legge nella delibera – usufruisce della deroga a 400 alunni per la presenza di Montecilfone, comune con minoranza linguistica”, con 478 alunni. Riccia invece comprenderà anche Gambatesa, Pietracatella, Tufara, Macchia Valfortore, Sant’Elia a Pianisi e Monacilioni.

banchi scuola

Ma alcuni sindacati non ci stanno e a pochi giorni dall’ufficializzazione della delibera regionale intervengono con una replica. “Quella del dimensionamento – scrivono dalla Flc Cgil Molise – è una problematica complessa, che deve essere affrontata in un’ottica ampia, che partendo dall’offerta formativa territoriale da garantire agli studenti, deve porre attenzione al numero dei nati, alla rete dei trasporti e all’edilizia scolastica“.

“La Giunta regionale – si legge ancora – ha approvato le proposte di dimensionamento della rete scolastica così come sono arrivate dalle due Province le quali non hanno tenuto conto delle linee guida che avrebbero dovuto orientare il piano e che invece prevedevano la riduzione al minimo degli omnicomprensivi, l’aggregazione degli Istituti secondari di secondo grado “prioritariamente tra istituti della medesima tipologia”, la riduzione e, possibilmente “eliminazione della permanenza di pluriclassi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado”, una aggregazione delle Istituzioni scolastiche composte in più comuni che “tenesse conto dei servizi comuni che le amministrazioni stiano eventualmente erogando in forma consorziata.

Adesso la palla passa al Consiglio regionale – aggiungono in conclusione dal sindacato -. Ci auguriamo che ci sia una discussione vera con il coinvolgimento delle parti sociali. Auspichiamo che in Consiglio regionale non si vada ad una semplice ratifica di quanto deliberato dalla Giunta, ma si ponga rimedio alle tante storture presenti nel pano di dimensionamento“.