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Le ricette di Antonio Terzano con quelle di Niko Romito e Cracco. “A tavola con i grandi cuochi”, c’è anche un termolese foto

Tra i 378 chef selezionati per il volume “A tavola con i grandi cuochi”, edito da Slow Food, anche il titolare dell'Osteria dentro le Mura con tre ricette speciali direttamente dalle Tavole Accademiche della prestigiosa Università di Pollenzo, la scuola di formazione gastronomica più rinomata al mondo.

Tra i 378 chef selezionati per il volume “A tavola con i grandi cuochi”, edito da Slow Food c’è anche un molisano. Termolese, per la precisione, e già finito alla ribalta delle migliori cronache gastronomiche. Antonio Terzano, titolare dell’ Osteria dentro le mura, un’avventura iniziata nel 1999, è uno dei protagonisti di una prestigiosa pubblicazione, ispirata da 5 anni di lavoro alle Tavole Accademiche, la speciale mensa dell’università di scienze gastronomiche di Pollenzo che ha ospitato nelle sue cucine i cuochi e le cuoche più noti, invitandoli a creare i piatti con materie prime semplici e accessibili, ma anche sostenibili da tutti i punti di vista.

 

Un volume ricco di immagini e, appunto, di ricette. 227 complessivamente, fra le quali le alici alla Zena Zuena, la lasagna in brodo di sogliola e la torta Anna dell’Osteria di Termoli. Un locale dove Antonio lavora con la moglie Lina e propone una cucina di pesce che sa raccontare le tradizioni marinare, che con la pesca ha da sempre un rapporto speciale, senza perdere l’attenzione per la ricerca ma senza stravolgere il gusto semplice – e per questo unico – della materia prima, scelta solo tra i piccoli pescatori della zona e trasformata in piatti che profumano di storia.

 

Lui, che si è ritrovato in una pubblicazione di livello insieme a nomi come Niko Romito e Carlo Cracco, ha un sorriso umile, caratteristico di chi non ha mai perso, malgrado i successi, la modestia e la consapevolezza di fare una professione nella quale non ci si sente mai arrivati, a differenza di quello che si immagina guardando da profani, per esempio, programmi a uso e consumo mediatico dove i cuochi diventano star.

 

“Ho scoperto per caso di essere sul volume di Slow Food  – racconta a Primonumero – Non sapevo di essere stato scelto e non immaginavo minimamente che le mie ricette sarebbero finite in questa straordinaria avventura”.

 

L’emozione è quella tipica di chi non si è montato la testa, malgrado i successi. Antonio Terzano è già stato “ospite” di volumi prestigiosi, e la sua osteria ha in curriculum una lunga serie di riconoscimenti ispirati anche al famoso brodetto alla termolese, al quale di recente si è aggiunto il pappone, piatto tipico della cucina povera che coraggiosamente questo cuoco ha rispolverato e aggiornato, e che sta ottenendo consensi di palato inaspettati. Partecipazioni anche televisive oltre alla presenza del suo ristorante in libri e volumi del settore di spicco.

 

Antonio Terzano ha anche partecipato al Salone del Gusto di Torino e naturalmente fatto lezioni di cucina agli studenti dell’università di scienze gastronomiche di Pollenzo, una realtà unica nel panorama formativa internazionale con giovani aspiranti chef che provengono da ogni parte del mondo. Risultati straordinari anche quelli ottenuti a Milano nel padiglione Eataly di Expo, dove si è cimentato con una sfida record preparando una media di 800 pasti al giorno a base di pescato freschissimo e rielaborazioni creative.