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L’alchimia della Disneyanità ed i 90 anni di Topolino: “Ma non illudetevi, non è facile disegnarlo” foto

Disegnare una personalità come Topolino può sembrare semplice: due linee e qualche cerchio e voilà, lavoro terminato. Ma pochi conoscono le regole Disneyane, così come le ha plasmate Walt Disney che sono invece “rigide e non lasciano spazio agli errori”. Parola del disegnatore Nico Picone e del collaboratore del topo più famoso del mondo Jacopo Iovannitti.

Con più di tremila copie cartacee alle spalle, Topolino compie 90 anni. Ma non illudetevi: imitarlo e disegnarlo è tutt’altro che facile. Lo sa bene Nico Picone che ne traccia i contorni ed i particolari da ormai qualche anno: “Il processo creativo dietro ad una storia, un fumetto dura circa sei mesi”, ammette, sbalordendo tutti. Campobassano d’origine ma milanese d’adozione, diplomato al liceo artistico del capoluogo prima di approdare al corso di fumetto ed illustrazione dell’Accademia delle Belle Arti di Bologna ed alla specialistica in fumetto, Nico è il classico ragazzo, appena trentenne, un po’ timido e di poche, pochissime parole, un moderno Paperoga per usare le sue parole che è riuscito a fare della sua passione un lavoro.

Topolino

“Ho sempre voluto fare il disegnatore di copertine dei fumetti”, ammette con un sorriso stampato in volto durante un incontro, del tutto informale, con tanti fan ed alcuni alunni del Liceo Artistico ‘B. Jacovitti’ di Termoli giovedì 27 dicembre. Una riunione tra amici nata per caso, in concomitanza con il rientro di Nico e del suo amico Jacopo Iovannitti nella loro patria molisana: “Ci trovavamo qui ed abbiamo deciso di fare una capatina per incontrare i ragazzi che condividono con noi la passione per il disegno e per dimostrare loro che se ce l’abbiamo fatta noi, possono farcela anche loro. Basta volerlo e crederci”, dichiarano i due amici durante la serata.

Approdato negli studi del fumetto più famoso del mondo, dopo numerosi tentativi in altre redazioni, Nico si è subito messo alla prova con le difficoltà dettate dalla manualità e dalla perfezione necessarie per disegnare il fumetto più amato al mondo: “Ci sono regole rigide da seguire – ammette al microfono di Primonumero.it – Devi fare prima una storia di prova, lunga e complicata, per guadagnarti un posto nella redazione”.

E lui ci è riuscito, partendo dall’impronta Disneyana che prevede l’utilizzo della tecnica del sasso o del fagiolo per disegnare i personaggi e gestendo egregiamente le mille onomatopee che caratterizzano i rumori nei disegni. Un mondo fatto di sudore, fatica, tenacia e dettagli: “Forse non tutti se ne accorgono – ha spiegato Nico – Ma ci sono dei particolari sottili che distinguono, tra le altre, le linee temporali dei personaggi. Per esempio Zio Paperone da giovane viene illustrato senza basette perché gli cresceranno solo in seguito”.

Topolino

Di dettagli, relativi alle storie ed alla scrittura di Topolino, si occupa invece il giovanissimo Jacopo. Appassionato del mondo Disney fin dalla tenera età, con origini termolesi da parte materna, il 23enne ha fondato la community ‘Impero Disney’, un sito completamente dedicato a questo magico mondo, prima di essere notato proprio dalla casa di produzione di Topolino: “Un bel giorno ho ricevuto una mail dalla redazione di Topolino – ha confessato Jacopo – Mi chiesero se fossi interessato a collaborare con loro. Ho accettato senza pensarci, era il mio sogno e non avrei mai potuto rinunciarci”.

E così, quattro anni più tardi, Jacopo è ancora lì: lavora alle storia, alla scrittura, si occupa dei social e va in giro per le fiere più famose del mondo per promuovere il fumetto anche se, rassicura, “non è sempre tutto rosa e fiori”. La vita nei padiglioni, come quello del Lucca Comics, non è sempre divertente: ci sono persone con cui parlare “e questo è un bene”, precisa, ma ci sono anche ritmi serrati da rispettare. Ed in questo Jacopo vince su tutti: come un moderno Grillo Parlante “solo più cattivo”, aggiunge alla battuta, tiene il ritmo suo e di Nico: “Ha un’ora per fare 20 disegni, su richiesta, con dedica. Non può sforare”.

Tra i tanti miti da sfatare, i ragazzi ne hanno scelto qualcuno relativo all’ideatore Walt Disney che, per tutti, viene raffigurato come un misogino che odiava le donne e le relegava ad un ruolo marginale. “Forse non tutti sanno che ci sono state tre donne a capo della Disney e tantissime hanno tirato i fili del successo – ha spiegato Jacopo – Una su tutte Mary Blair che aveva già lavorato con lui per Cenerentola e Alice nel paese delle meraviglie e che, durante gli anni 40 e 50, si occupò del design dei personaggi e delle scenografie”.

Oltre alle leggende, ci sono anche tante curiosità dietro la maschera di Walt, storie che appartengono al suo palcoscenico privato: non fu solo un innovatore nel campo dell’animazione, fu uno dei precursori del doppiaggio in un’epoca in cui non esisteva ancora nemmeno il 2D: per esempio lo sapevate che il fischio e la voce dei primi cartoni di Topolino erano entrambi di Walt? O che Walt Disney e Salvador Dalì si incontrarono nel 1945 per creare un progetto che unisse la pittura alle visioni animate? Con il titolo ‘Destino’, i due crearono un cortometraggio di pochi secondi che non solo unì animazione e surrealismo, ma pesò nelle tasche di Walt Disney, già pesantemente provate dalla crisi economica della Seconda Guerra Mondiale. Un’idea che fu rispolverata da suo nipote che, nel 1999, ne produsse sei minuti e mezzo.

Ma dietro la maschera di Topolino si nasconde una squadra con delle potenzialità uniche, in grado di portare settimanalmente il fumetto nelle edicole d’Italia. È proprio all’italico stivale che Topolino deve i suoi natali: in nessun paese al mondo, Stati Uniti compresi, si produce una pubblicazione settimanale con storie originali e standard characters come Topolino, Paperino, Zio Paperone, Paperoga, Qui, Quo, Qua e tutti gli altri.

Ma non solo: gli italiani hanno creato anche tantissimi personaggi che, nella trasposizione americana, non esistono: l’aspirante fidanzata di Zio Paperone Brigitta, il cugino esploratore di Pippo Indiana Pipps, Paperinik l’ater ego di Paperino o la fidanzata di Gambadilegno Trudy. Ma qual è il segreto di tanta longevità, soprattutto in un’era in cui il digitale ha surclassato la carta stampata? Secondo Nico e Jacopo è semplice: “Topolino è in grado di trattare temi attuali, indirizzando le persone verso cosa sia giusto e cosa sbagliato. E poi i personaggi evergreen che non invecchiano mai ed il fatto di poter paperizzare personaggi famosi come il ballerino Roberto Bolle. È divertente ed inaspettato”.