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La Diocesi lancia l’allarme: “I poveri sono sempre di più e il decreto Salvini aumenta l’illegalità”

La comunità diocesana di Termoli-Larino chiede ai cittadini di donare per dare un aiuto a chi ha bisogno e critica le nuove norme sul diritto di asilo: "Molti tra coloro che oggi stanno per prendere un permesso di soggiorno lo perderanno, diventando irregolari"

Appello della Diocesi di Termoli-Larino a donare per i più poveri e per i migranti che rischiano di finire in strada per effetto della nuove legge sul diritto di asilo voluta dall’attuale governo. Un provvedimento che, come si legge in una nota diocesana, preoccupa non poco gli operatori Caritas per gli effetti che potrà provocare a breve termine.

Si rinnova infatti domani, domenica 16 dicembre, terza di Avvento, l’iniziativa della Giornata di fraternità promossa dalla Diocesi di Termoli-Larino. Tutte le offerte che saranno raccolte durante le messe celebrate in questa occasione saranno destinate al potenziamento del servizio mensa della Caritas diocesana e al sostegno straordinario dei servizi necessari per affrontare l’emergenza migranti scaturita dalla nuova normativa che disciplina il settore.

I volontari, le suore della Carità, gli operatori-Caritas, insieme al Vescovo Gianfranco De Luca, si affidano pertanto alla generosità di tutte le comunità, certi che questo accorato appello venga positivamente accolto, anche come gesto di conversione e di preparazione alla Solennità del Santo Natale.

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“L’Avvento rappresenta un “tempo forte, così come la Quaresima, durante il quale – si legge in una nota della Diocesi – tutte le comunità cristiane sono chiamate, non solo ad un ascolto più attento della Parola di Dio, ad una celebrazione fervida dei Sacramenti e in particolare del sacramento della Riconciliazione, ma anche a compiere gesti concreti di carità per i più bisognosi, attraverso donazioni spontanee o organizzate dalle strutture che assistono in vario modo i nostri poveri.

Parola di Dio, liturgia e Carità sono le tre dimensioni che scandiscono sempre il cammino della nostra vita cristiana. In ciascuno di questi due tempi forti, dunque, viene individuata in genere una domenica nella quale tutte le comunità sono sollecitate ad una maggiore attenzione a gesti di generosità, dietro esplicito invito delle Caritas parrocchiali e dei servizi della Caritas diocesana; normalmente ogni anno si sceglie un particolare settore che viene proposto a tutti come ambito per il quale tutta la comunità diocesana si impegna ad esprimere sostegno e aiuto.

Conosciamo questo servizio che viene svolto da circa trent’anni dalla nostra Caritas, sappiamo anche che negli ultimi tempi i numeri dei nostri beneficiari sono cresciuti sensibilmente perché la crisi economica ha creato nuove sacche di povertà, prima inaspettate. Avvertiamo pertanto la necessità di potenziare il servizio per rispondere adeguatamente alle richieste sempre più numerose, anche solo di un pasto caldo quotidiano”.

Oltre a persone in difficoltà economica, la Caritas offre un aiuto anche agli stranieri, ai migranti, a coloro che se cacciati dai centri di accoglienza, non avranno un posto dove stare.

“Tale appello – prosegue la Diocesi – assume una rilevanza ancora più profonda per i cambiamenti introdotti recentemente nella disciplina dell’asilo, dell’immigrazione e della cittadinanza e per la riduzione del numero di permessi di soggiorno per “casi speciali”. Migliaia di persone titolari di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rischiano di cadere o di ricadere in una condizione di irregolarità del soggiorno che li esporrà al rischio di povertà estrema, di marginalità e di devianza”.

La diocesi bassomolisana è fortemente critica verso il decreto Salvini. “Riguardo alla nuova disciplina si esprime preoccupazione per il fatto che tali permessi di soggiorno sono configurati come autorizzazioni estremamente precarie, quasi sempre non rinnovabili e non convertibili, ad esempio, in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Questo significa che molti tra coloro che oggi stanno per prendere un permesso di soggiorno lo perderanno, diventando irregolari. Si va dunque generando, in nome della sicurezza, un inasprimento della disciplina del soggiorno che aumenterà la propensione all’illegalità.

Raccogliendo diversi appelli solidali, si guarda con grande preoccupazione allo smarrimento del senso di equilibrio e di moderazione nelle politiche sull’immigrazione, senza avere acquisito l’autorevolezza necessaria per ottenere dai governi dei paesi di origine accordi di rimpatrio ad un tempo efficaci e rispettosi dei diritti umani fondamentali. Nel contempo, purtroppo, le politiche di promozione dell’integrazione vengono sottovalutate.

Dovendo far fronte per il futuro, non molto lontano, a provvedere a tanti casi probabili di bisogno, tutte le comunità parrocchiali sono sollecitate a vivere la giornata di Fraternità della terza domenica di Avvento raccogliendo fondi anche in vista di queste nuove necessità. I tanti beneficiari-immigrati accompagnati in questi anni dalla nostra Chiesa potranno così continuare a sperare nella nostra vicinanza e nel nostra aiuto concreto”.