Irregolarità nella gestione finanziaria, Corte dei Conti censura il Comune. “Spieghino perché”

Non è la prima volta che il Comune di Campobasso viene richiamato dalla Corte dei Conti in merito alla sua gestione finanziaria. “Come per il rendiconto di esercizio 2013 e 2014 anche per il rendiconto 2015 la suprema Corte contabile ha bacchettato il Municipio per una serie di irregolarità di natura finanziaria commesse senza rispettare precisi vincoli imposti dalla legge”: lo denunciano i consiglieri comunali di Democrazia Popolare Francesco Pilone e Marialaura Cancellario.

“Se per il rendiconto 2013, approvato comunque dalla maggioranza Battista, la colpa fu data alla precedente amministrazione, per il consuntivo 2016, non possono esserci scuse: la maggioranza di centrosinistra guidata da Battista se ne deve assumere tutte le responsabilità”.

Diverse le irregolarità riscontrate e non superate del Comune. La prima riguarda “la ritardata approvazione del rendiconto 2016 avvenuta con deliberazione n. 19 del 24/05/2017. Circostanza questa che costituisce, di per sé, un primo sintomo di rilevante criticità”. Poi ci sono: la mancata pubblicazione dei rilievi della Corte dei conti; il superamento dei termini di pagamento: il Comune paga in ritardo i fornitori e le motivazioni addotte non sono risultate sufficienti; la reintegrazione somme vincolate: il Comune non ha reintegrato le somme vincolate per €. 1.733.483,56; le ridotte capacità di riscossione: il Comune circoscrive solo al servizio idrico la criticità di far rientrare somme in cassa, trascurando altre situazioni anomale. Nelle risposte addotte dall’Ente non si evincono giustificazioni all’altezza; il mancato prospetto di conciliazione debiti/crediti: mancano gli allegati di riferimento che il Comune non ha prodotto. Nella relazione integrativa trasmessa successivamente, resta assente il prospetto dell’Organo di Revisione del Comune.

Non solo: sempre secondo la dettagliata nota dei consiglieri  comunali di opposizione la suprema Corte contabile censura con forza il consistente ricorso al riconoscimento di debiti fuori bilancio per complessivi €. 476.935,59 afferenti a pagamenti per sentenze esecutive rientranti nella fattispecie disciplinata dall’art.194 comma 1 lettere a) del T.U.E.L. come risulta dall’acquisizione delle relative delibere consiliari. Per ciascuno di essi la spesa è stata imputata sui capitoli del bilancio 2016. Nel rammentare che la segnalata criticità ha riguardato anche i pregressi esercizi finanziari, la Corte osserva come l’ormai costante ricorso al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, denoti gravi criticità gestionali e possa in ogni caso mettere a rischio gli equilibri di bilancio.

Non sarebbero state valorizzazione di alcune poste contabili nel conto economico e per finire, in relazione agli organismi partecipati, la Corte dei Conti ha rilevato il persistere della partecipazione del Comune nel Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare delle Province Molisane, in contrasto con il disposto dell’Art. 4 del D. Lgs n° 175/2916 sia sotto il profilo qualitativo, in quanto la partecipazione azionaria ad un organismo bancario non pare coincidente con le finalità istituzionali dell’Ente, sia sotto il profilo meramente quantitativo per le azioni sottoscritte.

Pilone e Cancellario hanno fatto sapere che chiederanno chiarimenti durante il prossimo consiglio comunale.