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Dopo lo scempio, a primavera il parco giochi per bambini disabili in villa de Capoa: pagano i privati

Attualmente la zona è abbandonata, i giochini quasi tutti rotti. La prossima primavera l'area sarà riaperta e dotata di altalene, scivoli e di altre postazioni senza barriere. Ad annunciarlo l'amministrazione comunale.

È da almeno tre anni che il Rotary club di Campobasso si sta occupando di raccogliere fondi per la riqualificazione di villa de Capoa e soprattutto di dotare l’area, uno dei pochi polmoni verdi della ex città giardino, di un parco giochi inclusivo destinato ai bambini diversamente abili e normodotati che sarà realizzato in collaborazione con il Centro documentazione handicap. Quei piccoli che in queste ultime settimane si sono visti privati del parco giochi di villa Musenga, distrutto dai vandali.

Attualmente anche in villa de Capoa la zona è abbandonata, i (pochi) giochini sono quasi tutti rotti. La prossima primavera il parco giochi sarà riaperto e dotato di  altalene, scivoli e di altre postazioni senza barriere, quindi utilizzabili da qualsiasi bambino della città. E’ il cronoprogramma tracciato dalla giunta comunale che ha approvato la delibera “con la quale parte il progetto di un parco giochi inclusivo – si legge in una nota – ideato da tempo dall’amministrazione e dal Cnis e recentemente fatto proprio dal Rotary Club di Campobasso che si sta facendo carico oltre che della gratuità del progetto, anche della raccolta fondi in città”. Raccolta fondi che è ancora in corso di svolgimento.

“L’assessorato all’Urbanistica – riferiscono ancora dal Municipio – dà così il via alla riqualificazione e trasformazione dell’area giochi, collocata in villa de Capoa, con strutture e postazioni, senza barriere di sorta, utilizzabili da qualsiasi bambino della città. L’intervento sarà presumibilmente avviato e realizzato entro la primavera 2019″. Questo è “un altro tassello che si aggiunge al quadro che delinea gli atti inclusivi nella nostra città”.  

Speriamo che l’apertura dell’area gioco possa dare nuovo slancio ad un luogo simbolo di Campobasso, ma scarsamente valorizzato. Eppure è uno dei posti migliori in cui passeggiare e nel quale (soprattutto in passato, all’epoca dei nostri nonni e dei nostri genitori) sono nati amori giovani. La villa si trova dove un tempo sorgeva il monastero di Santa Maria delle Grazie, fondato nel 1510 dal feudatario Andrea di Capua. Lì sorgeva un orto botanico che i monaci utilizzavano per la coltivazione delle erbe e per la preparazione dei medicinali naturali.

Nel 1875 fu donata dalla contessa Marianna De Capoa, che ne fu l’ultima proprietaria, all’orfanotrofio femminile che porta il suo nome e che fondò nello stesso anno, insieme ai terreni annessi al parco, dove oggi si trovano l’area giochi e i campi da tennis.