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Il sindaco blocca i traditori: “Voglio sapere chi sta con me”. E rimanda a casa i 9 assessori

Antonio Battista verificherà se gli obiettivi sono stati raggiunti e la lealtà politica nei suoi confronti, per questo agli assessori sottoporrà un documento da firmare. "Voglio capire se si sono già spostati e chi pensa a vivacchiare. Non c'è nessuna strumentalizzazione". L'azzeramento non comporterà un rimpasto delle deleghe: chi rientrerà in giunta dunque riprenderà le proprie deleghe.

Gli assessori non possono vivacchiare, dobbiamo completare il programma”. E poi “voglio sapere chi sta con me, con lealtà politica e trasparenza”. Il sindaco di Campobasso affronta i giornalisti un paio di ore la riunione dai ‘lunghi coltelli’, quella in cui ha deciso di azzerare la giunta per verificare l’operato dei suoi nove assessori e il rapporto di fiducia.

Lui probabilmente ha già in mente i promossi e i bocciati tra i nove esponenti della sua squadra di governo. E chi è pronto a far trascorrere qualche altra settimana per ‘abbracciare’ poi il centrodestra. I nomi dei presunti traditori circolano da qualche settimana: Salvatore Colagiovanni, Francesco De Bernardo, Stefano Ramundo e Massimo Sabusco. Esponenti ‘pesanti’ della sua giunta, quasi tutti provenienti dal centrodestra e che nel 2014 ‘mollarono’ Gino Di Bartolomeo sicuri di una vittoria del centrosinistra e dunque della rielezione a palazzo San Giorgio. La carovana dei transfughi è pronta a rimettersi in moto perchè la situazione si è rovesciata: il centrodestra, già al governo della Regione con Donato Toma, è considerata vincente alle Amministrative del 26 maggio 2019.

Per questo qualche ex (?) assessore avrebbe già firmato il ‘patto’ con la Lega e con i Popolari di Vincenzo Niro. Altri aspirano ad una candidatura da sindaco. E Battista non poteva permetterlo.

Esordisce dicendo che il suo è “un atto duro”, ma “abbiamo necessità di verificare il programma” perchè “lo dobbiamo alla città, alle persone che si svegliano alle 4 di mattina per andare a lavorare, a chi un lavoro non ce l’ha. Io devo capire chi vuole continuare con me fino alla fine del mandato lavorando in modo incisivo, forte e chi pensa di poter vivacchiare senza sporcarsi le mani per evitare le critiche. I prossimi mesi saranno importantissimi“.

Chi gli sarà fedele non dovrà limitarsi alle chiacchiere: oltre “alla stretta di mano”, il sindaco farà firmare loro quello che definisce un “verbalino”, ossia un documento col programma di governo per questi ultimi mesi di mandato che sarà sottoposto all’attenzione della maggioranza. “I manovratori per me non esistono”, scandisce. “Sul programma dobbiamo essere incisivi e dobbiamo finirle per bene”.

Ma c’è un secondo motivo, più politico, con il quale il primo cittadino spiega l’azzeramento della giunta. “Ho bisogno di capire se posso confermare l’incarico fiduciario dato agli assessori, voglio capire se si sono già spostati o se hanno altre idee. Sono liberissimi di farlo” ma “devono fare un’operazione chiarezza”. Anche perchè “non c’è una legge che inchioda”, ma “dobbiamo limitare questi fenomeni”. Ossia i famosi salti della quaglia. “Io devo sapere che chi lavorerà in questi ultimi mesi, lavorerà per il voto del centrosinistra senza fare altre operazioni”.

Antonio Battista azzera la giunta

Battista spiega anche perchè la decisione l’ha presa solo ora: “Ho il tempo per riflettere qualche giorno, fare le mie valutazioni perchè è un periodo di vacanze” e “non c’entrano le candidature per le primarie del Pd”. Confessa di averci pensato all’indomani del voto, quando il Pd è calato a picco.

Insiste ancora: “Non c’è alcuna strumentalizzazione nè finalità personale“. Però il pensiero a quello che succederà nei prossimi 4 mesi è già rivolto. “Io vorrei rifare il sindaco di Campobasso per un altro mandato, ma mi rimetto alle decisioni della coalizione. Le primarie? Sono a disposizione”.

L’azzeramento non comporterà un rimpasto delle deleghe: chi rientrerà in giunta dunque riprenderà le proprie deleghe. Nè ci sarà una conta in maggioranza.

L’inizio del 2019 sarà al veleno in Municipio: oltre ad ufficializzare i nomi dei ‘presunti traditori’, la mossa del sindaco potrebbe peggiorare gli umori di chi è rimasto nella sua coalizione.