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Il centrosinistra si ‘schianta’ su Mimmo Lucano. “Nessuno avrebbe votato per la cittadinanza onoraria”

Colpo di scena in Consiglio comunale: il presidente dell'assise Michele Durante costretto a ritirare l'ordine del giorno per concedere la cittadinanza al sindaco di Riace, modello di accoglienza in tutto il mondo. "Dopo la promulgazione del decreto sicurezza erano cambiate le condizioni", spiega il primo (e unico) firmatario del documento che in realtà la maggioranza non avrebbe approvato.

Messo all’angolo dalla stessa maggioranza (si può ancora definire tale?) che, in quanto espressione del centrosinistra, avrebbe potuto raccogliere le sollecitazioni arrivate dai sindacati (la Cgil, ad esempio) e dalle associazioni che a quell’area politica fanno riferimento. Michele Durante resta l’unico firmatario dell’ordine del giorno per conferire la cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano, il sindaco di Riace che ha fatto dell’accoglienza un modello da seguire in tutto il mondo.

Alla fine, dopo aver compreso l’aria a palazzo San Giorgio, il presidente del Consiglio comunale tira i remi in barca: ordine del giorno ritirato. E’ con questo colpo di scena che iniziano i lavori dell’assise civica in riunione ieri, 5 dicembre.

Che le cose sarebbero andate così si era intuito già nove giorni fa, quando in Aula è cominciata la discussione sul tema e sono emerse le prime difficoltà. Tecniche e politiche: il testo sarebbe dovuto passare in commissione prima di finire in Consiglio comunale e poi più di qualche esponente della maggioranza non voleva votare quell’ordine del giorno.

“E’ un argomento che non porta consensi”, aveva riconosciuto Durante. Un concetto che ripete poche ore dopo l’assise davanti ai giornalisti che lo raggiungono nell’Ufficio di Presidenza per rendergli conto di quanto successo in Aula e se quel ritiro si può considerare quasi un atto di sfiducia nei suoi confronti. Oppure se sia stata una manovra necessaria: l’ordine del giorno probabilmente avrebbe ricevuto solo il voto del suo promotore.

Michele Durante Campobasso

Il capo dell’assise comunale getta acqua sul fuoco. Parte da un presupposto: la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto sicurezza. E questa novità “è entrata come un ciclone nel dibattito politico”. In più, come era emerso già nella scorsa seduta, “la presidente della commissione Cultura Giovanna Viola aveva rivendicato un passaggio diverso e obbligato nella stessa commissione per l’istituzione della pratica. Quindi, massacrare in consiglio comunale Domenico Lucano senza fare una riflessione su come cambia il sistema di accoglienza con il nuovo decreto sicurezza mi sembrava un errore, non solo politico. Ho reputato che ci sarebbe stato uno scadimento anche del dibattito a livello consiliare e non volevo un massacro su Lucano. Un presidente di un consiglio comunale evita che un altro esponente istituzionale venga massacrato in un’aula consiliare”.

Il consiglio comunale – gli chiediamo – avrebbe approvato l’ordine del giorno? “Assolutamente impossibile. E questa è politica”, dice netto. “Io so che questi temi non portano consensi, ma credo che qualcuno debba prendersi le responsabilità senza doversi acquisire particolari meriti”.

Dopo la riunione flash dell’assise Durante annuncia di aver inviato alla presidente della commissione Cultura Giovanna Viola la richiesta delle associazioni perché “la commissione, ai sensi del regolamento sulla cittadinanza onoraria e benemerita, possa prendere in carico questa cosa”.

Intanto il presidente dell’assise di palazzo San Giorgio, che dopo aver lanciato la sua proposta ha ricevuto offese personali sui social e tramite messaggi privati, non si dà per vinto: “Riscriverò un nuovo documento alla luce delle mutate condizioni e del decreto sicurezza”. Il giudizio sul provvedimento leghista è netto: “Per me il decreto sicurezza produrrà invece più insicurezza, percezione di pericolo e probabilmente più delinquenza in quanto di fatto definisce una serie di clandestini. Anche i centri di accoglienza temporanea e straordinaria della città si stanno svuotando”.

Mentre l’amministrazione Battista perde l’opportunità di prendere posizione sul tema accoglienza, in Municipio le polemiche infuriano, con le opposizioni che esultano per l’ennesima profonda frattura che si è creata in maggioranza. Il capogruppo del Pd Giose Trivisonno prova a fare da pompiere: “Dopo la firma da parte del presidente della Repubblica del decreto sicurezza, abbiamo deciso di fare un’analisi diversa: il Consiglio comunale non dibatterà solo sul modello Riace, ma sulle politiche migratorie più in generale. Questo decreto comporterà meno sicurezza e più spese: i 35 euro che ci dava l’Europa ora dovrà metterceli il Comune”.

Di tutt’altro tenore i commenti delle minoranze. Dai banchi della Coalizione civica Francesco Pilone esprime soddisfazione per il ritiro dell’ordine del giorno che “sin dalla sua proposizione, avevamo ritenuto inopportuno sia dal punto di vista strettamente politico – perché siamo convinti che siano altre le priorità per Campobasso – sia dal punto strettamente di merito perché non si può conferire la cittadinanza onoraria di Campobasso ad uno che è stato arrestato”. In realtà, lo scorso 16 ottobre il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha revocato i domiciliari a Lucano.

Poi, aggiunge Pilone, “parliamo di un sindaco di un Comune che è stato dichiarato in dissesto finanziario, che nelle intercettazioni ha dichiarato che non intendeva rispettare leggi balorde, che ha utilizzato il matrimonio come escamotage per la regolarizzazione degli immigrati, e che ha affidato senza procedure di evidenza pubblica, i servizi comunali a cooperative sociali di sua stretta vicinanza”.

Il Movimento 5 Stelle affida un commento a Simone Cretella: “Quello che era nato come un disperato tentativo di rimettere insieme i cocci della sinistra cittadina, si è rivelato ancora una volta un clamoroso autogol. E con una pseudosinistra che in blocco sta passando a destra in vista delle prossime amministrative, non c’era certo da aspettarsi cose diverse”.