Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Guerra sul chiosco, M5S: “Vogliono demolirlo”. Ma il Comune frena: “Valuteremo”

E' polemica dopo che Roberto Gravina ha denunciato l'intenzione dell'amministrazione di demolire la piccola struttura in legno che si trova all'interno del bellissimo giardino di villa de Capoa. L'assessora Chierchia frena: "Stiamo ancora valutando".

Sui social ha già scatenato una valanga di polemiche. Tutto è cominciato quando il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Gravina ha denunciato che il Comune di Campobasso ha intenzione di demolire il chiosco di villa de Capoa.

Nel 1875 la villa fu donata dalla contessa, che ne fu l’ultima proprietaria, all’orfanotrofio femminile che porta il suo nome e che fondò nello stesso anno, insieme ai terreni annessi al parco, dove oggi si trovano l’area giochi e i campi da tennis.

Fino a qualche anno fa il chiosco era l’unico punto ristoro, nel quale poter sorseggiare una bibita o gustare un gelato dopo aver fatto una passeggiata all’interno del bellissimo giardino che si trova al centro della città. Poi la chiusura e l’abbandono.

Lo scorso 20 novembre il consigliere pentastellato ha inviato una mail al dirigente comunale Antonio Iacobucci per chiedere quali fossero le intenzioni dell’amministrazione sul piccolo prefabbricato che nel 2002 era stato concesso a Francesco di Soccio. Sedici anni dopo la concessione al commerciante è stata revocata: è avvenuto il 2 ottobre del 2018 quando a palazzo San Giorgio ci si è accorti che non aveva pagato all’ente l’occupazione di suolo pubblico. In pratica – le valutazioni del Municipio – quel chiosco era abusivo.

Per capire cosa farne agli inizi di dicembre l’amministrazione di Palazzo San Giorgio ha incaricato alcuni tecnici capire se il chiosco si può ‘recuperare’ o meno. Ma dalle perizie emerge che la struttura di legno per poter essere utilizzato ha bisogno di interventi molto onerosi. Quindi il Comune provvederà “alla rimozione del manufatto e al recupero coattivo del credito vantato dall’amministrazione” nei confronti dell’ex gestore.

villa de Capoa Campobasso

Quello che Iacobucci mette nero su bianco (e che si aggiungerebbe ad una ordinanza di demolizione firmata nel 2010 da Paola Lozzi) fa suonare più di un campanello di allarme. Gravina, ad esempio, aveva proposto di “acquisire il chiosco al patrimonio prevedendo poi un bando per una concessione almeno decennale – per un importo simbolico anche di 50,00 euro annue – al fine di conciliare la necessità di riavere un chiosco bello e funzionante con i costi per la sua riparazione a carico di colui che avrebbe risposto al bando”.

Roberto Gravina e Francesco De Bernardo

A suo avviso, “il chiosco in legno, ispirato allo stile Liberty, è ancora bello da vedere e lo sarebbe ancor di più se riaperto finalmente per destinarlo a servizi per la collettività. Ed invece vince l’ottusità, vince ancora una volta la scarsa coerenza di questa amministrazione, che acquisisce una struttura anonima in via insorti d’Ungheria e decide invece di demolirne una bella e soprattutto utile a contribuire alla rinascita della bella villa de Capoa”.

L’amministrazione però frena e smentisce la volontà di voler demolire il piccolo manufatto. “Si stanno facendo valutazioni in merito”, sottolinea la titolare dell’Urbanistica Bibiana Chierchia. Insomma, tutto sarà deciso dopo aver valutato “i costi di ristrutturazione, il bando di manifestazione di interesse e aver effettuato altre stime”.

Il chiosco intanto resta lì. Ma tanti campobassani già hanno fatto sentire la loro voce sui social: “Quel chiosco non si tocca”.