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Fondazione Macte: “Parla chi non ha fatto nulla per la cultura”

Ancora una volta si cerca di distorcere la realtà in maniera faziosa.

Quanto portato in consiglio comunale lo scorso 4 dicembre e quanto approvato dalla maggioranza consiliare è semplicemente uno schema di fondazione che andrà a gestire il museo Macte.
Lo schema approvato prevede: innanzi tutto che tutti i beni patrimoniali e le opere artistiche sono e resteranno sempre di proprietà del Comune di Termoli, non solo quelle che attualmente costituiscono il patrimonio ma anche quelle che nel tempo verranno acquisite dalla fondazione e dal Museo.
Il comodato d’uso, previsto nello schema, significa che si affida alla fondazione solo la gestione del patrimonio artistico che in qualsiasi momento potrebbe essere ripreso dall’amministrazione comunale qualora non sussistessero più le condizioni previste inizialmente.
La fondazione è stata concepita per valorizzare e gestire il museo, così come accade in tutte le città italiane, e per farne uno dei motivi di attrazione turistica tutto l’anno per la nostra città.

Il signor Barone, i consiglieri Ciarniello, Di Brino, Marone e tutte quelle persone che ora si ergono alla tutela del patrimonio artistico termolese, considerato che il Premio Termoli e quindi la nostra collezione di opere parte dal 1955 grazie alla lungimiranza dell’allora sindaco Girolamo La Penna, come mai fino ad oggi non si sono occupati seriamente di queste opere? Come mai hanno permesso che rimanessero nei sottoscala di una scuola deteriorandosi in parte? Il signor Barone è stato anche assessore alla Cultura durante l’amministrazione Di Sapia e assessore alla Provincia quando ancora questo Ente aveva notevoli risorse economiche da destinare alla Cultura. Perché non si è mai prodigato per la tutela delle opere né per la creazione di un museo così da dare la possibilità a tutti i termolesi e ai turisti di poterle vedere?

Di Brino che è stato non solo sindaco ma anche consigliere regionale per 6 anni, non ha mai speso una sola parola in merito al Premio Termoli, non ha prodotto nessuna iniziativa, né ha pensato di programmare qualcosa per la creazione di un museo destinato ad ospitare le opere del Premio. A proposito di questo, viene anche da ridere ad ascoltare lo stesso Di Brino quando in conferenza dice che sarebbe bastato “attaccare i quadri con dei chiodi alle pareti del Macte”.
Innanzi tutto va ricordato che l’edificio di nuova costruzione che ospita il Macte è stato ereditato da questa amministrazione in condizioni pietose al punto che ci pioveva dentro e inoltre la sua affermazione dà adito ad una domanda: “se bastava attaccare i quadri al muro per creare un museo, perché allora non lo ha fatto lui?”
Un Museo, perché venga definito tale, deve avere parametri ben diversi dai semplici quadri attaccati alle pareti ed è per questo che soltanto adesso, dopo anni di lavoro e con la fondazione possiamo finalmente dare un percorso serio al Museo e portare alla luce le opere e soprattutto dare una prospettiva nazionale ed internazionale alla nostra collezione di arte moderna e contemporanea.
Ogni qualvolta un’amministrazione cerca di riqualificare una parte della città, creare uno spazio dedicato alla cultura, i soliti noti fanno di tutto per zavorrare e impedire che la città progredisca. O forse sono solo pretesti per fare attacchi politici o ancora peggio impedire che altri facciano ciò che loro non hanno saputo fare”.