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Fondazione MacTe, la difesa di Barile: “Noi, unica amministrazione a favore della cultura”

Il MacTe, museo di arte contemporanea di via Giappone è finito, ancora una volta, al centro del dibattito dapprima politico e poi cittadino. Motivo del contendere è la decisione, adottata nel consiglio comunale dello scorso 4 dicembre, dell’approvazione di uno schema di convenzione di atto costitutivo e statuto di una Fondazione, senza scopo di lucro, che gestisca l’intero patrimonio culturale collezionato nel corso dei vari anni dalla cittadina.

Una scelta osannata sia dal primo cittadino che dai consiglieri di maggioranza che, dopo averne ampiamente discusso, hanno votato a favore della proposta per consentire alle opere finora raccolte di vedere la luce e di essere esposte in pubblico, evitando di prendere ulteriore polvere negli scantinati.

Una decisione abbracciata anche dal consigliere di maggioranza Michele Barile che, assente dalla seduta consigliare a causa di impegni lavorativi irrimandabili, ha comunque sostenuto la votazione dei suoi colleghi “finalizzata a dare visibilità a quello che è il patrimonio artistico della nostra città e a dare ampia divulgazione della cultura nell’ambito del territorio del comune di Termoli”, ha commentato il consigliere che rivanga l’immobilismo delle precedenti amministrazioni sulla questione esposizione: “Per anni Termoli ha avuto suddetto patrimonio segregato negli scantinati di una scuola. Decine e decine di opere ereditate dalle varie edizioni del premio Termoli, tenute in luoghi non idonei, soggette a continui spostamenti che hanno provocato non pochi danni alle stesse opere”.

Il MacTe nasce per volontà di un’amministrazione che “ha inteso costituire una fondazione di partecipazione pubblico-privato senza fini di lucro che ha tra le principali attività quella di valorizzare il patrimonio artistico e rendere attrattivo e funzionale lo stabile di via Giappone – precisa Barile -. Struttura che sempre questa amministrazione ha voluto destinare a museo, donando un contenitore culturale alla città e dando finalmente la giusta allocazione a quelle opere. Tutto ciò garantendo sempre che la collezione di opere e la struttura del MacTe restino sempre del Comune e di tutti i Termolesi”.

Quello della fondazione è un metodo utilizzato “in centinaia di realtà italiane – continua il consigliere -, basta fare una ricerca su Internet per capire che non si sta facendo nulla di stravagante, che porterà grossi benefici sia in termini culturali che in termini di attrazione turistica”.

Barile si rivolge poi ad alcuni consiglieri di minoranza che, appresa la notizia della fondazione, hanno aspramente e duramente contestato la decisione, ribadendo che “questa amministrazione non è affatto ‘nemica dei cittadini’ come qualcuno sostiene, ma è sicuramente nemica di tutti coloro che vogliono far sì che Termoli non cresca dal punto di vista culturale, turistico e attrattivo”.