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Droga trasportata su autobus di linea dalla Puglia al nord Italia: un arresto anche in Molise

Due volte a settimana carichi anche da 50 chili di hashish, marijuana e cocaina partivano da Foggia verso le piazze dello spaccio del nord Italia: la Procura di Monza ha emesso 22 ordinanze di custodia cautelare, una ha raggiunto anche un soggetto che vive nella provincia di Campobasso. Il traffico di stupefacenti provenienti dal Marocco non aveva capi e agiva sfruttando per lo più africani senza fissa dimora: erano loro i corrieri disposti a fare la spola tra sud e nord a bordo dei pullman.

C’è anche la provincia di Campobasso tra le aree di provenienza degli arrestati dai carabinieri di Sesto San Giovanni nell’ambito di una vasta operazione antidroga su un maxi traffico di stupefacenti tra il Marocco, Foggia e il nord Italia.

Ventidue le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Monza (solo una ai domiciliari): dodici i soggetti effettivamente raggiunti ieri, 11 dicembre tra Milano, Frascati, Genova, Lecce e Campobasso, mentre altri otto sono attualmente ricercati. I coinvolti sono quasi tutti marocchini tra i 22 e i 50 anni, prevalentemente senza fissa dimora, a parte cinque italiani. Nel gruppo figurano anche due donne.

Corrieri, trafficanti, spacciatori: i militari hanno sgominato una vera e propria rete dedita al business delle sostanze illegali che dal continente africano raggiungevano l’Italia. Hashish, marijuana e cocaina viaggiavano sugli autobus di linea stipati, con carichi anche di 50 chili alla volta, dentro borsoni e trolley. Da qui il nome dell’operazione Pony Express.

 

PUGLIA: PIAZZA DI RIFORNIMENTO ANCHE PER IL MOLISE

Dal foggiano le commesse si muovevano verso le piazze di spaccio della Lombardia. La Puglia, come emerso da tantissime altre operazioni antidroga in Molise, si conferma la principale zona per i rifornimenti di stupefacenti.

A far emergere i primi elementi utili all’indagine un episodio solo apparentemente poco significativo avvenuto a novembre di due anni fa.  Una 48enne di Sesto San Giovanni aveva denunciato ai carabinieri che i suoi coinquilini, una coppia di magrebini, le aveva sequestrato i cellulari chiedendole indietro 1200 euro per la restituzione. Secondo la versione dei due l’italiana avrebbe portato via loro 25 grammi di cocaina. Lei li aveva cacciati di casa e denunciati senza immaginare che avrebbe dato il via all’inchiesta.

I magrebini, questo è emerso mesi dopo, facevano parte di una organizzazione senza capi che faceva arrivare la droga dal Marocco alla provincia di Foggia passando dalla Spagna e, verosimilmente, dal Mediterraneo, per poi smistarla in diverse province italiane: Roma e Lecce, ma anche Milano, Monza e Genova.

Tutto utilizzando i pullman  considerati più sicuri di aerei e treni perché meno controllati.

Imponente il quantitativo sequestrato durante le indagini che, in pochi mesi, hanno portato ad arrestare 16 persone in flagranza di reato (alcune delle quali coinvolte anche nelle ordinanze eseguite l’11 dicembre): 140 chili di hashish, 9 di marijuana, 4 di cocaina e 100 mila euro in contanti sebbene si stima che il giro di affari sia di almeno 1 milione di euro.