Droga e affari, Gratteri lancia l’allarme: “Così la criminalità organizzata penetra in Molise”

Il Molise è entrato nei 'circuiti' nella criminalità organizzata grazie al traffico di droga. "Qui ci sono tossicodipendenti, si vende cocaina e c'è una impennata dei consumi di eroina che arriva dai Balcani. Dietro il consumo, c'è la vendita. Dietro i grossisti, c'è la criminalità organizzata", la denuncia del magistrato ieri a Campobasso

Parlare di ‘ndrangheta a Campobasso poteva sembrare quasi paradossale fino a poco tempo fa. Calabria e Molise, due territori in apparenza così lontani. In realtà, molto vicini. E sono le ultime operazioni antidroga a dimostrarlo: le distanze si sono ridotte sempre di più, la nostra regione non è ‘fuori pericolo’. Anzi per la criminalità organizzata è un territorio appetibile, da colonizzare. Ma soprattutto “la ‘ndrangheta gestisce l’80% della cocaina che arriva in Europa“.

Gratteri a Campobasso

E il Molise, con la sua posizione cerniera tra Nord e Sud Italia, è entrato nei ‘circuiti’ della criminalità organizzata. “Qui ci sono tossicodipendenti, si vende cocaina e c’è una impennata dei consumi di eroina che arriva dai Balcani. Dietro il consumo, c’è la vendita. Dietro i grossisti, c’è la criminalità organizzata”. Dichiarazioni crude e realistiche quelle di Nicola Gratteri, il magistrato che ieri ha presentato a Campobasso il libro ‘Storia segreta della ‘ndrangheta’, scritto assieme allo scrittore italo-americano Antonio Nicaso. La sala della chiesa di Sant’Antonio di Padova è piena.

Gratteri arriva in Molise poche ore dopo altri due blitz delle forze dell’ordine che hanno arrestato due persone della mafia foggiana che erano in Molise.

Ai microfoni dei giornalisti dice che “laddove c’è da gestire soldi e potere, la mafia c’è” e in particolare “qui in Molise è presente attraverso il traffico di droga, quello all’ingrosso è in mano alla criminalità organizzata”, le sue parole. Qualche anno fa Gratteri coordinò una importante indagine collegata alla Procura di Campobasso in cui emerse che “c’erano elementi importanti di questa regione collegati al traffico internazionale di cocaina”.

Per ora si sa che la ‘ndrangheta ha avvolto con i suoi pericolosi tentacoli “il Nord e il Centro Italia, si è radicata in Piemonte e in Lombardia già dagli anni ’50. Poi è arrivata in Emilia Romagna. Ed è pericolosa perchè mina le regole del libero mercato: immettere in zone anche ricche del Paese milioni di euro vuol dire far saltare il libero mercato. Io credo che le mafie diventeranno ancora più pericolose nel momento in cui inizieranno ad acquistare altri pezzi dell’economia, ad entrare in tv e giornali“. E purtroppo “il potere politico non ha potuto, voluto contrastarlo sul piano normativo”. Eppure la criminalità incide sul tessuto economico in maniera fortissima, lo impoverisce e ne ingloba settori importanti: “A causa della mafia abbiamo perso il 9% di pil”.

Gratteri, che vive sotto scorta dal 1989, è uno dei principali studiosi della mafia a livello globale. Descrive l’espansione prorompente della ‘ndrangheta sia sul territorio, con un ruolo talmente pervasivo da non tollerare intralci di alcun genere, sia a livello nazionale ed internazionale con una diffusione ramificata delle ‘ndrine nel Centro-Nord, in Europa, nelle Americhe, in Sudafrica e in Australia. Una forza a cui ci si può opporre, in Europa, con la compattezza degli Stati membri, oltre che ovviamente con misure concrete di contrasto alla criminalità.

“Io sono favorevole che l’Europa diventi uno Stato federale, anche se oggi parlare di questo argomento è come bestemmiare perchè c’è voglia di andar via dall’Europa”, sottolinea. “Io sono per uno Stato federale per far fronte ai diktat di Stati Uniti, Cina e Russia e degli Stati emergenti”.