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Dosi in cambio di sesso, 60enne ai domiciliari aveva trasformato casa sua nel bazar della droga fotogallery

In manette un cittadino di San Martino in Pensilis già ristretto nella propria abitazione per lo stesso reato. Ai domiciliari un 28enne romeno residente a Termoli e ordinanze di custodia cautelare per altri tre giovani. Smantellato un gruppo criminale che si riforniva dalla Puglia e da Roma di cocaina, hashish, marijuana ed ecstasy. Alcune donne pagavano le dosi in natura

Una persona in carcere, un’altra ai domiciliari. Altre tre hanno obbligo di dimora o di presentazione in caserma, anche se per uno di essi potrebbero scattare le manette perché gli è stata trovata cocaina in casa durante la perquisizione di stamane. L’ennesima operazione antidroga operata dalle forze dell’ordine in questi ultimi mesi. La particolarità, stavolta, è che alcune delle donne che acquistavano droga, la pagavano in natura. Prestazioni sessuali che a quanto pare sono state pretese, in alcuni casi, da colui che viene reputato l’organizzatore del traffico di cocaina, nonché hashish e marijuana, un 60enne di San Martino in Pensilis.

Operazione Scacco matto

N. E., conosciuto in paese, era già ai domiciliari per lo stesso tipo di reato: detenzione e spaccio di stupefacenti. Ma nonostante la restrizione domiciliare, continuava i suoi traffici. Anzi, aveva trasformato la sua abitazione di San Martino in un bazar della droga dove “gli assuntori arrivavano a ritmo incessante e sapevano perfettamente come fare. Oltretutto lì dentro la droga era anche consumata”.

E stando alle parole della procuratore capo di Larino, Isabella Ginefra, della titolare dell’indagine, il sostituto procuratore di Larino Marianna Meo e del colonnello Maurizio Favia, comandante della Guardia di Finanza di Campobasso che ha svolto le indagini, proprio lì dentro si consumavano anche i rapporti sessuali che servivano a pagare le dosi. “Avevamo già avuto informazioni dalle intercettazioni, ma la conferma è arrivata ascoltando alcune delle ragazze. Due casi sono stati accertati” ha detto la pm Meo.

Per l’operazione di stamane, eseguita in seguito alle ordinanze del Gip di Larino Rosanna Vecchi, sono stati impiegati 30 militari delle Fiamme Gialle, fra il comando di Campobasso e quello di Foggia. Oltre agli arresti, sono state eseguite delle perquisizioni coi cani antidroga e dei sequestri. La stessa Guardia di Finanza ha quantificato il giro d’affari del gruppo criminale in circa un milione di euro.

Operazione Scacco matto

Era ancora buio quando stamattina 18 dicembre le Fiamme Gialle del comando provinciale di Campobasso hanno fatto scattare il blitz dell’operazione ‘Scacco matto’ che ha smantellato questa rete di piccoli criminali bassomolisani, con l’aggiunta di un pugliese, dediti allo spaccio di stupefacenti. In carcere il 60enne di San Martino in Pensilis N.E., ai domiciliari R.N. di 28 anni, romeno residente a Termoli. Obbligo di dimora o presentazione alla polizia giudiziaria per due termolesi e un ragazzo di Lucera. “Stamattina gli sono stati trovati 15 grammi di cocaina in casa. Sta procedendo la Procura di Foggia” ha fatto sapere la dottoressa Ginefra. Lo stesso soggetto era già stato arrestato per droga l’estate scorsa.

Ma si tratta solo della punta dell’iceberg. L’indagine è scattata nell’agosto 2017 ed è proseguita fino al novembre scorso. In quasi un anno e mezzo i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Campobasso hanno eseguito intercettazioni telefoniche e riscontri che hanno portato a quattro arresti, tre denunce, cinque segnalazioni al Prefetto. Nello stesso arco di tempo sono stati eseguiti diversi sequestri: in totale 130 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish, 800 grammi di marijuana, 22 pasticche di ecstasy e 30 grammi di sostanze da taglio, oltre a materiale per il confezionamento, auto e 365 euro in contanti.

“Il gruppo si riforniva sia nella vicina Puglia che nella Capitale e aveva contatti con personaggi di spicco nel traffico degli stupefacenti” sono state le parole di Marianna Meo. La titolare dell’indagine ha battuto molto sul pagamento in natura delle donne che compravano droga dal 60enne sammartinese. “Si tratta di una modalità di spaccio molto brutta, per la quale abbiamo contestato l’aggravante specifica prevista nel testo unico sugli stupefacenti. Inoltre uno dei reati per i quali è stata concessa la custodia cautelare è contro l’amministrazione della giustizia, perché l’indagato ha tentato di sviare le indagini facendo pressioni su potenziali testimoni”.

L’organizzazione aveva il suo fulcro a San Martino, ma molti degli episodi di cessione di droga, a quanto risulta dalle indagini, sarebbero avvenuti a Termoli. “C’erano luoghi di ritrovo come pub dove gli assuntori sapevano di poter trovare un riferimento per l’acquisto delle dosi. Ma i gestori dei locali non c’entrano nulla” ha precisato il colonnello Favia, che poi ha smentito l’esistenza di vere e proprie piazze di spaccio all’aperto.

Gli inquirenti hanno escluso che si possa parlare di organizzazione criminale. “Abbiamo osservato vari piccoli gruppi che agiscono autonomamente” le parole della pm. La procuratore capo Isabella Ginefra ha poi ribadito che è in atto, da parte della magistratura e delle forze di polizia, una sorta di guerra alla droga, in tutto il Molise. “È un lavoro continuo e incessante che ci consente di proseguire l’opera di contrasto al traffico di stupefacenti”.