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Di legno, metallo o gesso: il presepe nel Borgo si anima di tradizione e fantasia. Col rebus dell’ultima edizione per il presidente Marinucci fotogallery

Lo storico presidente Salvatore Marinucci annuncia il capolinea con amarezza, auspicando un ricambio generazionale per il bellissimo allestimento arrivato alla 20a edizione. Sindaco e vescovo gli hanno chiesto di "resistere" e andare avanti. Intanto la mostra ha aperto i battenti e si annuncia un momento di grande richiamo per i turisti e i visitatori

Venti edizioni, migliaia di presepi esposti e diecimila visite medie ogni anno: sono questi i numeri registrati nel ventennale di attività della ‘Mostra dei presepi artistici’ organizzata, come di consueto, dall’associazione termolese ‘Amici del Borgo Vecchio’. Sono queste le premesse che hanno dato l’avvio al ventesimo allestimento dei presepi, amorevolmente accolti nella sala del Castello Svevo.

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Costruiti con materiali di scarto, parti elettriche e tantissima fantasia, le composizioni sono state plasmate secondo l’immaginario e la concezione religiosa dei presepisti. Di forme e colori diversi, i quaranta simboli della natalità si sono messi in bella mostra per il numeroso, e spesso scrupoloso, pubblico presente alla prima che non ha lesinato commenti, critiche ed apprezzamenti.

Un lavoro certosino, fatto di sudore, fatica e precisione, che può durare da sei mesi ad un anno, a seconda della grandezza delle costruzioni. E qui la varietà e l’eco sostenibilità vincono su tutto: dal presepe nella lampadina, passando per quello contenuto nel palmo di una mano sapientemente creata dal gesso, fino a quello più tecnologico ideato da vecchi tubi, ridipinti per l’occasione, che prendono le fattezze di Maria, Giuseppe, del Bambinello e degli altri personaggi classici.

E poi vecchie tv, dei primi anni 40, barche sulle cui vele spicca il simbolo cristiano, sassi dipinti o sistemati fino a formare la natività. L’edizione odierna è tutto un susseguirsi di stupore e colori: delle quaranta opere esposte solo 5 non saranno oggetto di valutazione da parte del pubblico.

Quella del 2018 è, però, un’esposizione particolare perché potrebbe essere l’ultima, e qui il condizionale è d’obbligo, che vede alla guida il Presidente Salvatore Marinucci: figura di spicco dell’organizzazione fin dalla sua fondazione nel lontano 1985, uno dei factotum della promozione del Borgo Antico potrebbe lasciare le redini, solo organizzative si intende, al prossimo volontario. “Penso che potrebbe essere la mia ultima edizione – ha dichiarato Marinucci durante l’inaugurazione della mostra di domenica 23 dicembre all’interno del Castello Svevo – Presto andrò in pensione e potrò godermi la famiglia”.

Una scelta sofferta, la sua, dettata più dalla stanchezza fisica che dalla carenza di fondi che, comunque, resta una delle pecche maggiori ad oggi: “I soldi sono pochi e si fa quel che si può – continua Marinucci – Certo il lavoro che c’è dietro è enorme e ci tiene impegnati per oltre un mese”. Ciò che Salvatore rimpiange maggiormente è il mancato ricambio generazionale all’interno dell’associazione: “Siamo sempre gli stessi – dichiara al microfono di primonumero.it – I giovani non sembrano interessati ad occuparsi di tutto questo”.

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Eppure i numeri dei visitatori ci sono tutti ed il successo è assicurato: “Abbiamo avuto anche 11mila visite uniche in meno di quindici giorni di apertura della mostra – conferma Marinucci – Ogni anno diamo una vetrina pubblicitaria non solo ai presepisti ma all’intera città che diventa meta di turisti provenienti anche dall’estero”.

Cifre che sono ben visibili e documentate nei registri firmati annualmente dai visitatori e che ha portato ad allargare non solo il numero dei presepi esposti, ma anche la zona di provenienza di questi artisti della natività: Santa Croce di Magliano, Campomarino, Mafalda, San Salvo, San Giacomo, Frosolone, Isernia, ma anche San Severo e Mottola. “Una mostra che è un riferimento anche per altre regioni – ha spiegato ancora Marinucci – Non ci sono solo territori limitrofi, ma anche lontani. Abbiamo avuto anche la Basilicata in gara”.

Ostinato e convinto che Marinucci continuerà ad essere una pietra miliare dei presepi, il primo cittadino Angelo Sbrocca che sottolinea non solo la passione degli artisti ma soprattutto l’impegno profuso dall’associazione: “Salvatore mi spiace, ma non puoi abbandonare – ha commentato il sindaco – Sei obbligato ad andare in pensione, ma non a lasciare i presepi. Dobbiamo trovare una nuova generazione che possa aiutare te ed i tuoi amici”. Contrario a questa scelta anche il Vescovo della Diocesi di Termoli –Larino Gianfranco De Luca che, prima di benedire i presenti e l’edizione annuale, ha lanciato un appello a chiunque voglia dare una mano per le future organizzazioni.

Da lunedì 24 dicembre sarà anche possibile esprimere la propria preferenza votando il presepe che, più di tutti, ha catturato la propria attenzione: aperta sia al mattino che al pomeriggio, la mostra sarà visitabile fino al 6 gennaio quando, alle 11, sarà svelato il presepe vincitore, in base ai voti pervenuti, ed il suo creatore. Le opere si potranno ammirare e votare il 24 dicembre dalle 11 alle 12.30, il 25 ed il 26 dalle 11 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20, il 28, 29 e 30 dalle 17.30 alle 20. E poi nel 2019 il 1 gennaio dalle 11 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20, il 2, il 3 ed il 5 gennaio dalle 17.30 alle 20 e la chiusura del 6 dalle 11 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.