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Detenuto si avventa su agente donna e la bacia. “In carcere situazione insostenibile”

L'ultimo caso di "molestie fisiche" all'interno della casa circondariale del capoluogo denunciato dal segretario del sindacato di polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo. Coinvolto un extracomunitario con problemi psichiatrici.

Si è avventato sulla donna per baciarla. Lui, un detenuto egiziano che fa uso di droghe. Lei, un’agente della polizia penitenziaria che, stretta tra le quattro mura della cella del carcere di Campobasso, non è riuscita a fuggire.

L’episodio durante il turno tra le 12 e le 18. Tre giorni dopo lo denuncia il segretario generale del Sindacato di Polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo. In una nota diramata agli organi di informazione l’ha definito un caso di “molestie fisiche” da parte del recluso originario dell’Egitto che “non è certo nuovo ad aggressioni ed episodi di risse e danneggiamenti nell’istituto penitenziario molisano”.

Ma questo si spiegherebbe perché, come hanno riferito da via Cavour i vertici della Penitenziaria, è tossicodipendente e ha problemi mentali: oltre alla terapia farmacologia, infatti, l’uomo è seguito da uno psichiatra e da uno psicologo.

Quel comportamento aggressivo, insomma, sarebbe dovuto a tali problemi. Nella struttura di via Cavour sono stati presi gli opportuni provvedimenti disciplinari, ma di fondo c’è una situazione di contesto difficilissima: il sovraffollamento della casa circondariale del capoluogo. Un problema di cui si parla spesso.

La struttura, negli ultimi mesi perquisita da cima a fondo dalle forze dell’ordine che hanno trovato droga e telefonini, ospita parecchi detenuti extracomunitari. “E’ diventato un grave problema – la riflessione di Aldo Di Giacomo che da anni sta conducendo una battaglia per una riforma del settore – mentre si continua a sottovalutare il rischio di radicalizzazione islamica e terroristica”. Dall’altra parte, “il personale di polizia penitenziaria è abbandonato a se stesso”.

Il sindacalista perciò è tornato a rivolgere un appello al ministro alla Giustizia Alfonso Bonafede affinché tra le priorità della propria agenda di lavoro individui le criticità della cosiddetta riforma del sistema carcerario che gli ha lasciato in eredità il precedente ministro Orlando.

“Noi – ha aggiunto – siamo disponibili ad aiutare il Ministro Bonafede ad identificare le maggiori e più gravi emergenze in modo da guadagnare tempo per ripristinare le legittime condizioni di detenzione e al tempo stesso di lavoro per il personale penitenziario che non può certamente occuparsi di tutto anche perché le piante organiche a Campobasso come negli altri istituti sono fortemente deficitarie di personale”.

A suo avviso, sono necessari provvedimenti urgenti perché “è impensabile risolvere i problemi della sicurezza, aggravati dai sempre più numerosi fatti di violenza come le rapine alle ville, le aggressioni agli anziani, con intere zone, quartieri di città in mano a delinquenti ed extracomunitari clandestini, svuotando le carceri e introducendo misure cosiddette alternative e di ravvedimento. Con più malviventi in giro accade esattamente il contrario”.

Se le risposte del Governo dovessero tardare ad arrivare, Di Giacomo è pronto a riprendere la sua battaglia.