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“La droga ti uccide”, in città i manifesti della campagna per un “Molise senza stupefacenti”

All'appello del capo della procura di Campobasso hanno risposto non soltanto le scuole ma anche le associazioni di categoria. Confesercenti e Confcommercio in pole position per mettere un freno all'uso di stupefacenti e richiamare l'attenzione dei più giovani sul problema

Era il 18 settembre scorso quando, il capo della procura in persona, Nicola D’Angelo, scese in campo chiedendo la collaborazioni di tutti, indistintamente, per avviare la guerra all’uso di droga, allo spaccio. Al traffico di morte che in Molise, in un solo anno ha portato 1300 nuovi iscritti al Serd.

“Chiedo un ‘arruolamento’ a tutti voi” aveva detto. E tutti hanno risposto “sì”. I giornalisti, le scuole, le famiglie e le associazioni di categoria.

Confesercenti e Confcommercio hanno fatto propria questa battaglia e lungo le strade della città hanno quindi divulgato quello è il “timone” che guida questa guerra. “La droga ti inganna, ti spegne, ti uccide” e quindi “Molise senza sostanze stupefacenti”.

Azioni che descrivono ancora più delle parole l’ entità e la gravità del problema.

“Non c’è consapevolezza del fenomeno e della dimensione numerica del problema e questo avviene anche nelle famiglie”. “Ci sono mamme – ha detto D’Angelo – che chiedono di trattenere in carcere il figlio tossicodipendente perché in casa, ai domiciliari, il problema si ripresenta in tutta la sua drammaticità”. Quindi l’ impegno di tutti per “accendere un faro su questo tema”. E tutti stanno mettendo del proprio per debellare qualcosa che rischia di rovinare per sempre la vita e il futuro dei nostri ragazzi