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Corruzione e voto di scambio per le acciaierie ex Stefana: assolti Malerba, Del Torto e tutti gli altri indagati

L'inchiesta 'Dark Report' che aveva portato all'arresto di Antonio Malerba e Vittorio Abiuso e a processo altre sette persone finisce con l'assoluzione per tutti. Soddisfazione e grande emozione per una vicenda durata oltre sette anni

Assolti perchè il fatto non sussiste. Ben sette anni dopo il blitz che aveva portato agli arresti dell’ex assessore comunale Antonio Malerba e del dirigente del Cosib Vittorio Abiuso, oltre che all’iscrizione nel registro degli indagati di altre dieci persone, è arrivata ieri 19 dicembre in Tribunale a Larino la sentenza di primo grado che smonta completamente l’impianto accusatorio della Procura di Larino.

Nessuna corruzione in atti giudiziari, nè c’è stata falsa perizia per le acciaierie dell’ex Stefana, azienda del Nucleo industriale dimessa ormai da molti anni. Ma sono cadute anche tutte le altre accuse: rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, truffa aggravata, falsità ideologica, illecita acquisizione di consenso elettorale, e soprattutto associazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione.
Già in sede di udienza preliminare invece era caduta l’accusa di associazione a delinquere, per decisione del Gup.

L’inchiesta denominata ‘Dark Report’ era venuta allo scoperto con un blitz nel novembre 2011 da parte dei Carabinieri del Noe di Campobasso su ordinanza dell’allora Gip di Larino Roberto Veneziano, in accoglimento delle richieste del Pm Luca Venturi.

Per Antonio Malerba la Procura aveva contestato corruzione in atti giudiziari, falsa perizia, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, omissione in atti d’ufficio, illecita acquisizione di consenso elettorale. A Vittorio Abiuso corruzione in atti giudiziari, concorso in redazione di falsa perizia; a Salvatore Malerba truffa aggravata, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, omissione in atti d’ufficio; a Vincenzo Orlando corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio; a Marco Bonacina concorrenza sleale e a Giuseppe Grasso concorso in corruzione in atti contrari ai doveri di ufficio e concorrenza sleale. Per Antonio Del Torto l’accusa era di corruzione in atti giudiziari, falsa perizia; per Michele De Filippis omissione in atti d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale e per Marco Pellicciotti concorso in redazione di falsa perizia. Subito prosciolti invece altri tre inizialmente indagati. Assolto ieri dall’accusa di concorso in rivelazione di segreto d’ufficio anche Marco Bonacina, già prosciolto dagli altri reati.

Per il Pm, Malerba aveva ‘aggiustato’ una perizia giudiziaria sul valore delle ex Acciaierie Stefana che il Consorzio, presieduto all’epoca da Antonio Del Torto, voleva acquistare e Abiuso ne sarebbe stato complice. Ma per il collegio giudicante, composto dal presidente Russo e dai giudici a latere Di Nino e Testa, il fatto non sussiste. Dopo aver ascoltato le requisitoria degli avvocati difensori Oreste Campopiano (per Antonio Malerba), Roberto Erminio (per Abiuso) e Domenico Porfido (per Del Torto), hanno emesso il verdetto in seguito a tre ore di camera di consiglio.
Nonostante fossero maturati i tempi della prescrizione per quasi tutti i capi d’accusa, il collegio ha infatti pronunciato sentenza di assoluzione con formula piena. Un reato giudicato prescritto è stato quello del presunto voto di scambio.

L’assoluzione, e non la prescrizione, ha effetti immediati per i due militari coinvolti nel processo, vale a dire Salvatore Malerba e Vincenzo Orlando, i quali in questi anni non hanno potuto usufruire del pieno stipendio e di possibili scatti di carriera.
Commozione e soddisfazione i sentimenti prevalenti negli inquisiti oggi assolti. Chi in questi anni ha perso il posto di lavoro, licenziato in tronco proprio dopo l’avviso di garanzia, chi invece si è visto una carriera dirigenziale bloccata o distrutta, ha avuto ragione.