Celle piene e pochi agenti, antivigilia in carcere per Radicali e consiglieri: “Assicurare l’assistenza sanitaria”

Celle strapiene, condizioni precarie. Un’ulteriore conferma delle criticità in cui versa il carcere di Campobasso arriva dopo la visita dei Radicali. Ieri mattina – 23 dicembre – hanno varcato la soglia di via Cavour per una ricognizione della casa circondariale la delegazione composta da Gianmarco Cimorelli, Piernicola Di Iorio, Giancarlo Iemma e Mario Pietrunti, assieme ai consiglieri regionali Filomena Calenda (Lega) e Nico Romagnuolo (Forza Italia).

“Come radicali siamo da sempre impegnati per il rispetto dei diritti umani e per lo Stato di diritto. Purtroppo il sistema carcerario italiano – il commento di Mario Pietrunti, dirigente nazionale di Radicali Italiani – è ancora orientato all’afflizione del recluso, mentre invece dovrebbe mirare a reintegrarlo nella società: altrimenti si alimenta soltanto violenza e crimine”.

Dopo aver ringraziato “il comandante del carcere di Campobasso e tutto il personale per la cortesia e disponibilità nel corso della visita”, Gianmarco Cimorelli, coordinatore di Radicali Molise, evidenzia che “come la maggior parte degli istituti italiani, l’istituto presenta problemi di sovraffollamento, resi più gravi dall’inadeguatezza di alcune strutture interne e dalla carenza di un adeguato numero di persone adibite di sorveglianza. Siamo pertanto molto felici di aver avuto i consiglieri Calenda e Romagnuolo accanto a noi nella visita: la Regione può fare molto per rendere più umana la condizione carceraria, ad esempio migliorando l’assistenza sanitaria, di competenza regionale o promuovendo buone pratiche di reintegrazione nella società civile. Oggi quindi iniziamo un percorso che ci porterà nei prossimi mesi a visitare anche gli altri penitenziari della regione, ma ci auguriamo anche che sia un primo passo per avviare un dialogo costruttivo con tutte le realtà che gravitano intorno all’ambiente carcerario molisano, per portare avanti iniziative che nel concreto migliorino la condizione di vita e di lavoro in un’istituzione così importante per la nostra società”.

Tappa in Sicilia invece per la deputata molisana Giuseppina Occhionero: accompagnata da Antonello Nicosia del Comitato nazionale Radicali italiani, ha ispezionato l’Ucciardone di Palermo, la casa circondariale di Sciacca, di Trapani e Agrigento.

“Ho incontrato una grande umanità – racconta la parlamentare – di persone che vivono in spazi angusti e in una situazione igienica che è riduttivo definire precaria. Il sistema delle carceri in Italia non è degno di un Paese occidentale e ha assoluto bisogno di interventi, sia sul piano dell’amministrazione che dal punto di vista legislativo”.