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Caccia di selezione al cinghiale: disco verde dalla Regione. Ma bisogna seguire i corsi preparatori

Istituita con delibera di Giunta, è una tecnica di caccia "mirata" possibile tutto l'anno per contrastare il proliferare della specie e limitare i danni all'agricoltura. Possono partecipare solo cacciatori che seguano appositi corsi di formazione. "Siamo al lavoro per questo" spiega l'assessore Cavaliere.

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La Giunta regionale del Molise ha approvato, con una delibera, la caccia di selezione al cinghiale. Ai profani questa parola dirà ben poco, ma per chi frequenta il mondo venatorio è un inedito nella nostra regione, il cui obiettivo dichiarato è quello di contrastare il fenomeno della eccessiva presenza di ungulati sul territorio. Si tratta infatti di una tecnica di caccia programmata, abbastanza recente, che si basa in via prioritaria su un piano di abbattimento preordinato. Il cacciatore dunque non spara a caso per colpire una preda, ma sceglie la preda in considerazione di elementi particolari quali il sesso dell’animale, l’età, la stazza, il ruolo nel gruppo. E si deve attenere a quanto previsto dal piano di abbattimento.

Un tipo di caccia che si dimostra, secondo gli esperti al ramo, particolarmente efficace per la gestione degli ungulati selvatici evitando un ripopolamento eccessivo della zona. L’assessore all’agricoltura Nicola Cavaliere sottolinea, a spiegazione della istituzione della caccia di selezione al cinghiale, ancora una volta i problemi causati dal numero eccessivo di esemplari, che sono proliferati per mano dell’uomo e per assenza dei predatori naturali. “Danni all’ambiente, ai terreni coltivati e alle aziende agricole”.

La caccia di selezione dovrebbe garantire il mantenimento della densità fissata in precedenza tutelando sia la riproduzione e la fertilità della specie che gli interessi dell’uomo. Ma per diventare cacciatori di selezione è necessario, oltre ad alcune doti come una grande calma e una spiccata sensibilità di scelta, una conoscenza approfondita del territorio e della specie cui si dà la caccia. Per questo si tratta di una tecnica che va gestita direttamente dagli Ambiti Territoriali di Caccia che, fa presente l’assessore Cavaliere, “sono al lavoro in queste ore, e spero che l’inizio dei corsi possa avvenire entro la metà di gennaio, in modo da garantire un numero considerevole di partecipanti e iniziare la caccia di selezione già nei primi giorni di aprile, nel periodo di chiusura della attività venatoria”. Gli interessati possono consultare i portali online dei tre Atc regionali.

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“L’impegno assunto – commenta Nicola Cavaliere – dal sottoscritto e dal presidente Donato Toma viene mantenuto attraverso un’iniziativa che non sarà di certo esaustiva, ma che sicuramente rappresenta un punto di partenza fondamentale e aiuterà, in una fase di piena emergenza, a ridurre il numero di cinghiali in regione”.

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