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Asilo di via Tiberio a rischio, per l’Università “va abbattuto”. M5S chiede “risposte dal sindaco”

Mentre mezza città ha ancora la mente rivolta all’uscita straordinaria dei Misteri, c’è chi riaccende i riflettori sulla sicurezza delle scuole. Ci pensa il Movimento 5 Stelle che in questi giorni ha studiato a fondo il fascicolo consegnato dall’Università del Molise con le indagini di vulnerabilità sull’asilo di via Tiberio.

Lo studio di vulnerabilità è stato consegnato lo scorso 28 novembre dal team guidato dal professore Carlo Callari dell’Unimol e “ancora una volta – osserva il consigliere comunale Simone Cretella – gli esiti delle indagini, come si evince chiaramente dal capitolo conclusivo del fascicolo, evidenziano numerose criticità, come peraltro già evidenziato per molti degli edifici all’attenzione dell’Unimol”.

Anche per questo edificio scolastico, come già avvenuto per altri otto istituti del capoluogo al centro delle indagini, i tecnici dell’Ateneo suggeriscono due diverse soluzioni. La prima: l’abbattimento e la ricostruzione di un nuovo edificio conforme alle vigenti normative. La seconda: solo dopo un’accurata analisi costi/benefici, la programmazione di interventi strutturali di miglioramento dell’edificio esistente.

“Quest’ultima eventuale soluzione – evidenzia ancora l’esponente pentastellato – dovrà però prevedere, in via preliminare, oltre ad una serie di valutazioni di tipo economico, urbanistico e demografico, anche accurate indagini e verifiche integrative sulle strutture portanti dell’edificio, sui nodi trave-pilastro, analisi della risposta sismica locale, indagini geotecniche e strutturali delle fondazioni, verifiche sugli elementi non strutturali, verifiche e saggi dei solai”.

Sull’analisi degli ingegneri dell’Ateneo pesa la carenza di documentazione tecnica (manca ad esempio la perizia di variante del 1982) relativa ad un edificio la cui costruzione iniziò nel marzo del 1981 e finì il settembre successivo. “Come già riscontrato per l’asilo nido di via Verga – rimarca ancora Cretella – ci troviamo, anche in questo caso, davanti ad un edificio pubblico progettato con le normative antecedenti alla classificazione sismica del Comune di Campobasso (avvenuta il 27 aprile 1981) benché la sua realizzazione sia avvenuta, di fatto, successivamente all’entrata in vigore delle nuove normative antisismiche”.

Da qui la sua critica: “L’apertura del cantiere della scuola di via Tiberio avvenne infatti appena cinque settimane prima (18 marzo 1981) dell’entrata in vigore delle nuove norme ma, benché si sarebbe certamente potuto intervenire per migliorare ed adeguare l’opera, si procedette con le vecchie normative (risalenti al febbraio del 1972), edificando quindi un edificio “già vecchio” e senza tener minimamente conto dell’azione sismica in funzione delle nuove norme”. La normativa antisismica, infatti, entrò in vigore quattro mesi dopo il devastante terremoto dell’Irpinia del novembre 1980.

Carte alla mano, l’eletto di M5S annota tutte le criticità dell’asilo: “L’edificio presenta una elevata vulnerabilità, concentrata soprattutto nei pilastri. Vulnerabilità che potrebbe ulteriormente aumentare in caso di verifiche più approfondite, in particolare per ciò che concerne la resistenza dei nodi trave-pilastro, nel caso di eventuale riscontro di presenza di pilastri tozzi sotto il primo solaio, nonché per gli effetti della notevole amplificazione sismica locale dovuta alle particolari caratteristiche del sito di costruzione.
Tra le criticità maggiori riportate nel capitolo conclusivo dell’indagine, viene posta in evidenza la progettazione per le sole azioni verticali, e quindi senza considerazione dell’azione sismica, caratterizzata da una struttura del tipo “a travi forti e pilastri deboli” che presentano elevati indici di vulnerabilità.
Anche le armature risultano insufficienti ed inadeguate, mentre la possibile presenza di pilastri tozzi al di sotto del primo solaio (zone non ispezionabili), potrebbe favorire l’innesco di meccanismi fragili di taglio negli stessi pilastri.
Forti dubbi anche sul terreno di posa che, probabilmente, potrebbe essere costituito da terreno di riporto e quindi con pessime proprietà meccaniche”.

Dopo l’analisi tecnica Cretella incalza l’amministrazione Battista che “ha deciso di non porre in essere nessuna iniziativa, ritenendo evidentemente, trascurabile il responso dello studio di vulnerabilità commissionato all’Unimol”, come avvenuto per gli asili di via Jezza e via Verga. “Riteniamo opportuno che si provveda rapidamente ad una puntuale opera di informazione e comunicazione con l’utenza del plesso scolastico interessato, dando quelle risposte, circa la sicurezza dell’edificio, che si sono fatte attendere per tanto, troppo tempo”.