Antenne e ripetitori sul castello, è giallo. M5S denuncia: “Sono abusivi”

Chi ha autorizzato antenne e ripetitori sul Castello Monforte? Sembra di trovarsi di fronte ad un giallo e ad un ‘labirinto’ di mancate risposte da parte degli enti preposti. Il Movimento 5 Stelle – e in particolare il consigliere Simone Cretella – sta sollevando il problema da quasi cinque anni, dall’inizio della legislatura Battista.

Antenne e ripetitori sul castello Monforte potrebbero essere tutte rigorosamente abusive, se abusivo può definirsi un impianto montato su un monumento storico senza alcuna autorizzazione, né del proprietario dello stabile (Comune), né della Soprintendenza ai beni paesaggistici e monumentali”, denuncia ancora una volta.

Lui ha già sottoposto la questione al Comune (in particolare agli uffici Urbanistica), senza mai ricevere risposte “omettendo palesemente gli obblighi di legge che impongono, in ogni caso, una risposta al richiedente”.

Infine, ora Cretella ha scoperto durante una commissione consiliare convocata sul tema che “non esiste alcun carteggio, richiesta o autorizzazione agli atti del Comune, circa gli impianti di ricetrasmissione ancorati al monumento. Come, quando e da chi siano stati montati, resta quindi un autentico mistero.
Ancora più paradossale il fatto che alcune delle antenne e dei ripetitori
, sembrerebbero addirittura essere di pertinenza comunale, probabilmente per esigenze dei Vigili Urbani, della rete scolastica e della videosorveglianza; ma anche in questo caso non esiste uno straccio di documento, benché alcuni di questi impianti potrebbero essere stati montati molto recentemente”.

Movimento 5 Stelle Campobasso

E la Sovrintendenza? Parliamo del resto di un importante monumento storico: “E’ completamente estranea alla vicenda, non è mai intervenuta nel merito, proprio per la carenza di istruttorie complete e regolari”, sottolinea l’esponente dell’opposizione a 5 Stelle.

Nel frattempo antenne e ripetitori continuano a deturpare il castello simbolo della città capoluogo senza che sia possibile individuare le responsabilità. “L’unica cosa limpida in questa vicenda – ammette dunque Cretella – è che le antenne, i ripetitori, ganci, tiranti, staffe e le centinaia di metri di cavi, per gran parte disattivate ed abbandonate lì nel tempo a deturpare il decoro del castello, non hanno alcuna autorizzazione e legittimità e risultano quindi abusive.
Alla luce della gravissima situazione emersa, l’amministrazione ha ora il dovere di intervenire tempestivamente, con ogni utile strumento, per la bonifica del maniero, mediante la rimozione di ogni apparecchiatura illegale, ma anche disponendo una opportuna indagine finalizzata ad individuare i responsabili degli abusi e delle eventuali procedure, evidentemente un po’ troppo “snellite”, che hanno impropriamente ed illegittimamente autorizzato il montaggio degli impianti sul castello”.