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Alzheimer: scovare i primi segni ed i modi per affrontare il morbo, l’iniziativa Rotary foto

Un convegno dedicato ad una delle malattie che, ancora oggi, rappresenta la quarta causa di morte nei paesi occidentali: l’alzheimer. Numeri che, secondo la medicina, sono destinati a salire vorticosamente nel 2030 con 74milioni di pazienti.

Sono i dati emersi nell’incontro dello scorso 6 dicembre presso la struttura di ‘Opera Serena’ a Termoli. L’iniziativa, organizzata dal Rotary Club termolese in sinergia con Solidalia, è caduta nel mese della prevenzione e della cura delle malattie, dedicando ampio spazio al morbo diffusissimo dell’Alzheimer che è comparso, per la prima volta, all’inizio dello scorso secolo.

Un appuntamento articolato in tre parti che ha preso il via dopo i saluti della Presidentessa del Rotary termolese Rossella Travaglini, con gli interventi del Direttore sanitario e medico responsabile della struttura il dottor Vincenzo Iannacone che ha esaminato il decorso della malattia dividendolo in tre stadi. Sono stati evidenziati i disturbi del comportamento legati alla patologia, nonché i bisogni del paziente e di chi lo assiste.

Uno degli aspetti emersi durante il convegno è quello legato alla malnutrizione come una delle cause scatenanti della malattia: il focus è stato affidato alla biologa nutrizionista e Presidentessa del Rotaract Raffaella Mastantuoni che ha analizzato le singole situazioni che afferiscono all’evolversi della patologia, dando consigli utili su come affrontarle nel modo più corretto.

Il dottor Massimo Pannunzio, medico di medicina generale, ha invece spiegato il ruolo da ‘sentinella’ del medico di base che rappresenta un ruolo fondamentale per una diagnosi precoce e per la prescrizione di un percorso terapeutico ed assistenziale appropriato, mettendo al centro non solo il paziente ma soprattutto il familiare o chi si occupa del malato: queste due figure, infatti, devono far ei conti con i cambiamenti comportamentali, dell’umore, della vita quotidiana con reazioni che cambiano di volta in volta in quanto c’è chi sottostima, chi prende una coscienza tardiva, talvolta c’è un iper coinvolgimento, ma anche rabbia, frustrazione, senso di colpa e c’è anche chi riesce ad accettare la malattia.