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Allarme di Patriciello: “Sud a rischio desertificazione, intervenire subito”

Per l'eurodeputato è giunto il momento di affrontare su tutti i tavoli istituzionali – regionali, nazionali ed europei – il problema nella sua complessità e gravità. "Incominciare a discuterne in maniera seria è il primo passo da compiere”

Il Mezzogiorno d’Italia si sta letteralmente svuotando.

I dati parlano chiaro: in 20 anni un milione e 174mila persone si sono spostate dal sud al centro nord. Un esodo che non solo impoverisce tutto il sud, ma che mina alle fondamenta lo sviluppo delle nostre regioni nei prossimi anni.

E ad intervenire sull’argomento è l’onorevole Aldo Patriciello, eurodeputato e membro della Commissione Industria, Ricerca e Energia al Parlamento europeo, che commentando l’ultimo report Istat dice “Ci stiamo abituando, insomma, a considerare normale ciò che normale non è. Assistendo inermi – ha spiegato l’europarlamentare azzurro – alla terza ondata migratoria di massa dal Mezzogiorno d’Italia nel giro di poco più di un secolo. Con una differenza fondamentale: mentre a fine Ottocento partivano le famiglie e negli anni cinquanta e sessanta del Novecento i padri, oggi a partire sono i figli. Stiamo mandando all’estero il nostro futuro più colto e preparato: un’assurdità”.

“Quello che preoccupa ancora di più – ha detto Patriciello – è l’assoluta mancanza di dibattito al riguardo: mentre non si fa altro che parlare di migranti del mediterraneo e dei loro diritti, a nessuno interessa la condizione di centinaia di migliaia di meridionali, costretti ogni anno ad abbandonare la propria terra in cerca di condizioni lavorative migliori. Migranti di serie b, insomma, la cui sorte non ottiene la grande rilevanza mediatica raggiunta invece dai grandi fenomeni dell’emigrazione globale. Credo invece sia giunto il momento di affrontare su tutti i tavoli istituzionali – regionali, nazionali ed europei – il problema nella sua complessità e gravità. Incominciare a discuterne in maniera seria è il primo passo da compiere”.