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11 milioni a rischio per le scuole sicure, il sindaco in Regione per accelerare le procedure

Questa mattina - 18 dicembre - il vertice tra il governatore Donato Toma, l'assessore ai Lavori Pubblici Vincenzo Niro e Antonio Battista.

Il primo campanello d’allarme è suonato agli inizi di ottobre. In Consiglio regionale l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Niro ha tirato fuori il ‘cartellino giallo’ per sventolarlo in faccia al Comune di Campobasso. “Avrebbe dovuto presentare i progetti esecutivi per costruire le nuove scuole, ma ancora non lo ha fatto e ora – disse in quell’occasione – rischia di perdere 11 milioni di euro”.

Un ricco finanziamento derivante dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2000/2006: l’ex giunta Di Bartolomeo l’aveva destinato alla realizzazione del sottopasso in via Mazzini. Soldi che ha deciso di rimodulare l’amministrazione Battista quando è scoppiata l’emergenza scuole: tante ne sono state chiuse in questi ultimi quattro anni per motivi di sicurezza.

Dopo l’allarme lanciato dal titolare ai Lavori pubblici della Regione Molise, questa mattina – 18 dicembre – il confronto in via Genova tra i diretti interessati: da una parte, il governatore Donato Toma e lo stesso Vincenzo Niro, dall’altra parte il sindaco del capoluogo e i due dirigenti Antonio Iacobucci e Giovanna Iannelli.

Una riunione servita per concordare tutti i passaggi necessari per inviare la documentazione richiesta al Ministero guidato da Barbara Lezzi per la concessione dei fondi europei. Anche perchè, ha riferito durante il vertice Antonio Battista, “il concorso di idee che il Comune di Campobasso ha indetto per la realizzazione dei tre nuovi poli scolastici sta per scadere e poi sarà possibile affidare la progettazione esecutiva“. Al tempo stesso, palazzo San Giorgio è pronto a inviare gli studi di vulnerabilità svolti sugli istituti dai tecnici dell’Università del Molise.

Passaggi fondamentali da compiere affinchè la Regione invii poi a Roma gli atti necessari. Tempo non ce n’è molto.

“Bisogna accelerare le procedure – ha ribadito a Primonumero l’assessore Niro – perché altrimenti c’è il rischio che non riconoscano attività già espletate”.