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Troppi morti per incidente in Molise. Tre le strade killer indicate dall’Istat foto

La pericolosità è alta lungo la Statale 16 Adriatica, la statale 17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico (tratta molisana) e la 647 Fondo Valle del Biferno. Nel 2017 sono stati registrati 510 incidenti stradali che hanno causato 27 decessi (+58,8%)

Nel 2017 si sono verificati in Molise 510 incidenti stradali che hanno causato la morte di 27 persone e il ferimento di altre 767.

Rispetto al 2016, aumentano sia gli incidenti (+6,5%), in controtendenza con il dato nazionale (-0,5%), che i morti (+58,8%), con un incremento percentuale molto maggiore della media nazionale (+2,9%); diminuisce invece il numero dei feriti (-2,4%) in linea con il dato nazionale (-1,0%).

Sono i numeri dell’Istat che in un focus, rispetto alla controtendenza dei dati registrati in Molise, analizza anche cause e dinamiche dei comportamenti su strada.

Il Molise rispetto agli obiettivi europei. I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili.

Nella regione Molise, nel periodo 2001-2010, le vittime della strada si sono ridotte del 24,3%, meno della media nazionale (-42,0%); nel periodo 2010-2017 si registrano variazioni, rispettivamente, di -3,6% e -17,9%. Sempre fra 2010 e 2017 l’indice di mortalità sul territorio regionale è aumentato da 4,3 a 5,3 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale è rimasto invariato (1,9) .

In Molise, nel 2017, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), deceduti in incidente stradale, è inferiore alla media nazionale (44,4% contro 45,2%). Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è inferiore nel 2017 a quello nazionale (33,3% contro 49,8%). Inoltre, negli ultimi otto anni (2010-2017) l’incidenza di pedoni deceduti è diminuita in Molise (da 14,3% a 11,1%) in controtendenza con il resto del Paese (da 15,1% a 17,8%).

I costi sociali.  Nel 2017 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in oltre 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (287,8 euro pro capite) e in più di 78 milioni di euro (254,0 euro pro capite) in Molise; la regione incide per quasi lo 0,5% sul totale nazionale.

Le strade pericolose. La pericolosità è alta lungo la Strada Statale 16 Adriatica, la Strada Statale 17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico (tratta molisana) e la Strada Statale 647 Fondo Valle del Biferno. L’indice di mortalità cresce nella provincia di Campobasso da 3,6 a 4,8 e nella provincia di Isernia da 3,4 a 6,5.

Nel 2017 il maggior numero di incidenti (298, il 58,4% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 2 morti (7,4% del totale) e 403 feriti (52,5%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 26,8% in ambito urbano e del 62,5% sulle autostrade, mentre diminuiscono del 15,7% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (12,6 decessi ogni 100 incidenti). Più del 40% dei sinistri stradali avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane che su quelle extraurbane. In ambito urbano gli incidenti che si verificano in corrispondenza degli incroci rappresentano il 19,8% del totale, seguono quelli che avvengono nei pressi di una intersezione (16,4%) e di una curva (10,1%). Lungo le strade extraurbane il 27,8% degli incidenti si verifica in curva, il 14,6% nei pressi di una intersezione.

I mesi e le ore più a rischio. Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti è più elevata, in coincidenza con la maggiore mobilità legata a periodi di vacanza. Tra marzo e settembre si contano 348 incidenti (il 68,2% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subito lesioni 508 persone (66,2%) e 21 sono decedute (77,8%). Oltre il 77% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 3 e le 4 (28,6 morti ogni 100 incidenti) e tra le 22 e le 23 della notte (22,2), con valori di molto superiori alla media giornaliera (5,3). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 44,1% degli incidenti notturni, il 44,4% delle vittime e il 51,8% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 13,2 decessi ogni 100 incidenti.

 

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche. In Molise il 35,7% degli incidenti stradali è concentrato nei poli urbani; considerando anche le aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai poli, si arriva al 45,7% del totale. Nei comuni delle aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai poli urbani, gli incidenti rappresentano il 54,3% del totale regionale. Nel totale dei centri il numero delle vittime è in aumento del 50,0% rispetto al 2016 mentre risulta in calo il numero dei feriti (-7,9%). Nelle aree interne, invece, aumentano sia le vittime (+66,7%) che i feriti (+2,4%).

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte. La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (60,8%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (128 casi, 7 vittime e 214 feriti), seguita dal tamponamento (85 casi, 2 decessi e 143 persone ferite). La tipologia più pericolosa è la fuoriuscita o sbandamento del veicolo (9,9 decessi ogni 100 incidenti), seguono lo scontro frontale (9,1) e la caduta da veicolo (8,3). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 7,0 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (4,2 decessi).

Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 38,4% dei casi. Considerando solo le strade extraurbane, la velocità troppo elevata incide da sola per quasi il 18%. Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per i giovani 15-29enni (18,1 per 100mila abitanti) e gli ultrasessantaquattrenni (9,2 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 70,4% delle vittime e il 64,0% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 18,5% dei morti e il 27,4% dei feriti, i pedoni l’11,1% dei deceduti e l’8,6% dei feriti. Il 53,0% dei pedoni feriti a seguito di incidente stradale ha più di 64 anni. L’indice di lesività standardizzato è pari a 456,3 per la classe di età 15-29 anni e a 275,4 per quella 30-44 anni.